Savoldi: "Siena, Atalanta e Livorno, difficile salvezza"
Realizzato da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto
09.03.2010 23:56 di Mario Sacchi
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Fonte:Tempi Supplementari
Domenica si è giocata Bologna-Napoli: lei, che è un grande ex di entrambe, per chi ha tifato? Non sono riuscito a schierarmi: il mio cuore è diviso a metà e in queste occasioni non so mai da che parte stare; del resto ho trascorso periodi calcistici meravigliosi in entrambe le realtà e sono conseguentemente legato ad entrambi. Ripercorrendo quegli anni, posso dire che a Bologna ho trascorso davvero momenti eccezionali. A Bologna sono nati i miei figli, e questo la dice lunga sul rapporto che correva tra me e la Città, era come se fossi a casa mia. Proprio per questo, quando sono passato al Napoli, la cosa mi è dispiaciuta; ma c’era di mezzo un passaggio ad una società ambiziosa (il Napoli l’anno prima era arrivato secondo dietro la Juventus e puntava allo scudetto) e questo comunque è stato un grande stimolo.
Tenuto conto degli ultimi risultati raccolti dal Bologna, secondo lei l’obiettivo “parte sinistra della classifica” (come aveva chiesto la Pres. Menarini ad inizio stagione) è realmente raggiungibile? Potrebbe esserlo. Il Bologna, dopo l’arrivo di Colomba in panchina, ha fatto dei grandi progressi ed è migliorato moltissimo sotto molti aspetti: Franco ha saputo dare carica ed equilibri giusti a questa squadra.
Nel lavoro di Colomba, secondo lei gioca un ruolo più importante l’aspetto psicologico o quello tattico? Quello psicologico. Colomba ha lavorato benissimo dal punto di vista mentale; il Bologna aveva bisogno di tranquillità per credere nelle proprie potenzialità: con il cambio di allenatore, le qualità dei giocatori sono state evidenziale al massimo. L’aspetto tattico è arrivato solo dopo.
Qual è il punto di forza della formazione rossoblu? Certamente il gruppo. Il Bologna non ha giocatori “straordinari” che possano dare l’inversione di tendenza, la forza è nel collettivo e nel fatto che Colomba sa schierare ogni singolo nel ruolo giusto e nel “modo” giusto.
Come valuta Gimenez? E’ un giocatore di grande potenzialità e secondo me non ha ancora messo in mostra le sue qualità. Gimenez finora ha giocato poco: l’esperienza, in un campionato come quello italiano, è fondamentale, per questo Henry deve trovare spazio per capire dove può arrivare e per dimostrare ciò che vale.
Parlando di Serie A, come valuta l’attuale situazione di fondo classifica, ritiene ci sia qualche formazione già “spacciata” ? Le tre ultime (Siena, Atalanta e Livorno) si stanno aggrappando ad una speranza, anche se francamente mi sembra impossibile che riescano ad uscirne. Del resto davanti a loro c’è una Lazio che ha un potenziale enormemente superiore; il rovescio della medaglia è quello per cui i biancocelesti, non abituati a lottare per la salvezza, potrebbero risentire doppiamente, dal punto di vista psicologico, della situazione di difficoltà.
Chi vede favorita nella lotta per la Champions? Tutto è possibile, il campionato è ancora lungo, e le squadre dovranno puntare sulla forza mentale. Vedo una bella lotta tra Palermo e Napoli, specialmente in avanti: i rosanero hanno Miccoli che sta attraversando un momento straordinario, nel Napoli rientra Lavezzi dopo essere stato fermo a lungo, e sono tutti giocatori che possono dire la loro
C’è il modulo, 3-5-2. C’è la diga, Mudingayi-Perez. E c’è un Casarini pronto ad avere un ruolo importante nel match di domenica contro la Lazio. Sui taccuini le parole di Carmine Longo, che parla del mercato rossoblu ma non solo, e di cap...