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L'INTERVISTA
Ulvieri: "Il Bologna è già salvo"
Realizzato da Ugo Mencherini, Vittorio Longo Vaschetto e Corrado Montaguti
09.03.2010 19:03 di Mario Sacchi   articolo letto 167 volte
Fonte: Tempi Supplementari
© foto di Federico De Luca

Buonasera mister. Parliamo di Bologna-Napoli. Questo Bologna, che ha raccolto i tre punti contro i partenopei, ha dimostrato non solo di essere una squadra grintosa e determinata, ma anche di avere acquisito caratteristiche in grado di mettere in difficoltà chiunque, quali personalità e grande pericolosità offensiva. Si tratta di qualità che in precedenza non si erano riscontrate. Cosa è cambiato in rossoblu, con l’arrivo di Colomba in panchina?
Innanzitutto, nelle ultime apparizioni, la squadra ha avuto un ottimo approccio alla partita: l’ambiente è sereno, e da quello che si è visto in queste gare, al di là dei gol realizzati, ha un’ottima quadratura, tiene il campo, ed è squadra nel senso pieno del termine. Questa impressione, in precedenza, non l’aveva data.

Si può fare qualche parallelismo tra l’utilità del lavoro che fa per la squadra Marcelo Zalayeta e quello che faceva a suo tempo Kennet Andersson? E quanto è importante per lo stato di forma della squadra Antonio Buscè, giocatore molto sottovalutato al momento del suo arrivo sotto le Due Torri?
Se parliamo di palle alte e sponde, tra i due non c’è gara, a favore dello svedese. Zalayeta ha doti maggiori per quanto concerne il movimento palla al piede, in ogni caso sono atleti molto diversi. Per quanto riguarda Buscè, ritengo sia un giocatore molto importante: ha fatto tanti anni di gavetta, e nell’Empoli aveva mostrato grandi abilità di accelerazione e spinta sulla fascia; a Reggio Calabria si era perso, ma credo che perdersi nella Reggina, in questo periodo, non sia difficile. Per questo motivo, c’era un po’ di scetticismo, ma bisogna considerare che si tratta di un ragazzo che ha nel suo bagaglio tanta serie A. Ha sia quantità che qualità, unite a grande corsa, è un laterale su cui Colomba può fare grande affidamento.

Sempre per quanto concerne Zalayeta, si nota un’evoluzione tra andata e ritorno: inizialmente, non riusciva a far salire la squadra e perdeva molti palloni, adesso invece riesce a dare ottimamente respiro e tempistica ai compagni.
Zalayeta è molto bravo a reggere e a coprire la palla, è chiaro che abbia bisogno che arrivino i compagni a rimorchio; è in difficoltà quando viene lasciato isolato, non è un giocatore da contropiede. Il Bologna, in questo momento, è una squadra che manovra e risale, ha una sua logica. Tutti i difensori e i centrocampisti lavorano molto sul recupero palla e, una volta conquistata, giocano sugli attaccanti per poi ripartire; il tutto viene realizzato con grande ordine. E’ un gioco che può sembrare semplice, ma risulta piuttosto complicato da affrontare.

In questo momento, paradossalmente, l’organico rossoblu dispone di troppa abbondanza nel reparto offensivo: Adailton è in forma epica, Zalayeta si è ritrovato, Gimenez è rientrato e sta mostrando grandi qualità, Succi sta recuperando la migliore condizione. Senza contare che tra una settimana tornerà dall’infortunio anche il bomber Di Vaio. Situazione difficile da gestire, non trova?
Non spetta a me fare gerarchie, bensì a mister Colomba. In ogni caso, c’è poco da dire, il Bologna ha un buon organico, ed è sicuramente stato sottovalutato. E’ una squadra equilibrata, ha forza ma dispone anche di doti tecniche, l’unica lacuna che vedo corrisponde alla mancanza di un palleggiatore a centrocampo. Ma giocare contro questo Bologna, che con il suo centrocampo asfissia sempre gli avversari, è molto difficile. E per quanto i suoi centrocampisti abbiano più doti di interdizione, sanno anche trattare molto bene il pallone. Prendo come esempio Mingazzini: non sarà un regista, ma sa creare ugualmente gioco: non disporrà del passaggio filtrante, ma tutti gli altri li esegue piuttosto bene.

Il Napoli, dopo sei partite senza vittorie, vede ridimensionati i propri obiettivi, o lei pensa che i partenopei possano continuare a lottare per ottenere la partecipazione alla Champions League?
Secondo me sono ancora in lotta, assolutamente. Gli azzurri hanno fatto una grande rincorsa, un calo di prestazioni era fisiologico, anche per le grandi pressioni legate ai risultati. A mio avviso si riprenderanno, e lotteranno fino in fondo.

In questo momento, qual è la squadra più avvantaggiata per centrare il 4° posto?
Probabilmente il Palermo, è in gran forma.


A salvezza acquisita, qual è la posizione a cui deve ambire il Bologna, secondo lei?
Innanzitutto, a mio parere, la salvezza è acquisita al 100%: da qui in avanti, il Bologna deve continuare a percorrere la strada di questo periodo: giocarsela sempre, impegnandosi e lottando, disponendo inoltre di una certa tranquillità. Ovviamente, non deve abbandonare quell’atteggiamento aggressivo che ha permesso di ottenere i recenti risultati positivi. Si tratta di un circolo virtuoso: più il Bologna scala posizioni, più la squadra ha fiducia nei propri mezzi, più il pubblico si diverte.

Un pronostico per la partita contro la Sampdoria?
E’ una partita difficile, anche la Sampdoria è in gran forma: sarà una partita molto equilibrata.

Ha ricevuto, recentemente, offerte per sedersi su qualche panchina, e continuare la propria carriera da allenatore?
Sì, ho ricevuto alcune richieste, tre per la precisione, ma non mi piacevano le soluzioni proposte. Si trattava di compagini della serie cadetta, e ho preferito lasciar perdere. Certo, se mi dovesse capitare qualcosa di mio gradimento, in termini di ambiente e categoria, nulla vieterebbe che tornassi a lavorare.

E’ rimasto nel cuore dei tifosi, che sperano di rivederla presto, e la aspettano al Dall’Ara: vuole ricambiare i saluti?

Abbraccio tutti i tifosi rossoblu, anche a me sono rimasti nel cuore.


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