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Rassegna stampa
09.03.2010 11:23 di Cinzia Saccomanni   articolo letto 170 volte
© foto di Federico de Luca

Messo in cassaforte il successo con il Napoli, è tempo di parlare di rinnovi contrattuali. A partire da quello di mister Colomba. Ma tra prestiti e scadenze, non ci sarà solo il suo, di contratto a cui pensare: giocatore per giocatore, ecco le situazioni che a fine stagione dovranno essere definite.

CORRIERE DELLO SPORT – STADIO

Bologna ha deciso, Colomba blindato

Il Bologna ha blindato Franco Colomba, anche se manca ancora il nero su bianco. Che può essere messo domani, mercoledì, giovedì o tra una settimana, perché a questo punto tutti i giorni sono buoni per la firma. Insomma, che Colomba e il Bologna vadano avanti insieme è il segreto più conosciuto di Bologna, e attenzione, prima dei Menarini questa conferma è stata decisa dai risultati, perché alla fine della fiera è quasi sempre e soprattutto il campo a scrivere il domani degli allenatori. “Sì, ci sono le premesse per la firma”, ha ammesso domenica sera Colomba. E quelle sue parole sono state figlie di un colloquio che c’era stato nel tardo pomeriggio negli spogliatoi del Dall’Ara al termine di Bologna-Napoli fra la famiglia che governa il Bologna e lo stesso allenatore rossoblu, nel corso del quale i capi lo hanno informato del fatto che presto lo chiameranno per il rinnovo del contratto e la risposta di Colomba sarebbe stata un sorriso e una frase sul tipo “bene, sarà un piacere”. Perché come aveva assicurato nelle settimane passate, per lui la panchina del Bologna vale quella del Real Madrid, più di quella del Real Madrid. Se fosse dipeso dalla presidente Francesca Menarini il contratto di Colomba sarebbe già stato rinnovato, ma questa volta non se l’è sentita di forzare la mano al patron, potendo avere più tempo a sua disposizione, e ha aspettato che anche nella testa di suo padre maturasse questa convinzione. E così è stato, perché lo stesso Renzo Menarini alla fine della partita contro il Napoli ha fatto sapere che la riconferma di Colomba è vicina. Anche se è giusto sottolineare come la firma rappresenti a oggi solo un atto formale, perché quando un allenatore rovescia il mondo di una squadra come lo ha rovesciato, non c’è società che tenga, la permanenza su quella panchina diventa praticamente automatica. Tra l’altro, anche ieri la presidente del Bologna ha trovato lo spazio per inviare un nuovo messaggio di stima a Colomba, “ci ha cambiato la vita, è il valore aggiunto del Bologna, fin qua il girone di ritorno della squadra è stato trionfale”. Come potete capire, la fumata bianca ci sarà, ora come ora resta solo da capire quando su questa storia calerà il sipario. C’è chi dice che anche per scaramanzia il Bologna e Colomba vorrebbero aspettare lo sbarco della squadra a quota 40 punti in classifica per allungare ufficialmente l’unione, di contro c’è anche chi fa sapere che sarà messo il nero su bianco prima del 31 marzo, la data entro la quale Baraldi dovrebbe presentare il suo piano industriale, indipendentemente da quella che sarà allora la posizione del Bologna. Se la firma di Colomba può essere in qualche modo legata a quella di Baraldi? No, le due situazioni non vanno avanti di pari passo, ma è chiaro che ci sorprenderemmo nel caso in cui i Menarini non rinnovassero contemporaneamente il contratto dell’uno e dell’altro. Detto ciò, va aggiunto che in questi giorni il patron e la presidente saranno chiamati a valutare bene quello che dovrà essere la struttura societaria di domani, perché già radio mercato sta accostando al Bologna (di nuovo) non solo Arrigo Sacchi ma altri due uomini vicini a Baraldi, cioè Gabriele Zamagna, ex Parma e ora direttore sportivo del Rimini, e Lorenzo Minotti, ex Parma ed ex Cesena.

“Radice mi ha insegnato il mestiere”

Fenomeno Bologna, tutta l’Italia del pallone si è accorta del cammino da Champions League che sta facendo la squadra di Franco Colomba nel girone di ritorno, 20 punti la Roma poi subito dietro Bologna e Sampdoria con 17. Domenica sera Adailton era ospite della Domenica Sportiva,, contemporaneamente Colomba era tra gli invitati a Controcampo e ieri mattina il tecnico rossoblu ha parlato per una decina di minuti a Radio Anch’io Sport su Radio Rai Uno. Colomba ha evidenziato ancora una volta quanto a oggi sia felice Bologna. “In questo momento è tutto bello, la città aveva bisogno di vivere questa realtà. Il fatto che il Bologna si stia proponendo a grandi livelli ha creato un’atmosfera positiva, piacevole, i ragazzi la sentono e la prima spinta l’ha data proprio la squadra con il suo atteggiamento. Questa accelerata è dovuta alla crescita naturale che c’è in una squadra quando comincia a convincersi di poter fare bene, è un entusiasmo contagioso, ci si trascina a vicenda, non pesa nulla di quello che facciamo. Sì, il Bologna ora è al suo top come atteggiamento e come tutto”. Successivamente Colomba ha regalato un pensiero su Zalayeta: “Non è la prima partita di sacrificio che fa, rappresenta ora come ora ciò che deve fare la squadra, e cioè mettere al servizio del gruppo le proprie capacità, senza mai risparmiarsi. Per lavorare ci vuole terreno fertile, se provi a rigenerare e non trovi la sponda giusta fai fatica, poi dopo quasi 20 anni da allenatore e altrettanti da giocatore la psicologia di un calciatore si può conoscere. Sì, ci sono anche doti che restano nascoste finché qualcuno non prova a tirartele fuori. Se è per questo, ho avuto la fortuna di avere un tecnico che ha fatto questo con me, Gigi Radice. Certo, so come si fa e cerco di metterlo in pratica, perché da lì in avanti la mia carriera è proseguita in positivo”. La sua morale: “Forse gli allenatori non incidono molto sul gioco o sulle qualità individuali, ma sulla testa eccome se possono incidere”. E ancora, su per giù sullo stesso tema: “L’huddle è una forma di incitamento reciproco, è sentita, l’hanno voluta i ragazzi, il punto è che anziché farla negli spogliatoi l’abbiamo fatta fuori. Per quanto riguarda quello alla fine della partita, l’ho portato io da Ascoli: battemmo la capolista e venne spontaneo, a quel punto diventò una costante. Ecco, è un modo per trovarsi alla fine, a posteriori, diciamo che è un terzo tempo tra di noi”. La chiusura di Colomba è un abbraccio a Marco Di Vaio: “E’ un grande giocatore, è uscito dal giro della nazionale e si sta realizzando a Bologna, ma una cosa è sicura: Di Vaiola meriterebbe sia come professionista che come giocatore”.

IL RESTO DEL CARLINO

Colomba, il biennale è già pronto. Menarini frena: Baraldi in stand by

Il contratto di Franco Colomba è già pronto. Biennale, da 500 mila euro a stagione. Circa. Perché il tecnico deve dare il buon esempio e se i giocatori scopriranno presto il brivido della paga flessibile, anche il capo comitiva si deve adeguare. Sulle buste paga del Bologna stanno per entrare nuove voci come “salvezza”, “Europa League”, “numero di vittorie” e “valorizzazione dei giocatori”. Fra queste, non ce n’è una in grado di spaventare Colomba. Oggi, se la sua paga fosse flessibile, Colomba guadagnerebbe senz’altro più dei 250 mila euro che gli hanno garantito. Discorso differente per Baraldi. Va bene che il direttore generale è ben contento di lasciare, in questi giorni di euforia e di orgoglio ritrovato, la ribalta all’allenatore della svolta. Ma la logica imponeva che la firma dell’allenatore arrivasse subito dopo l’accettazione del piano industriale che il direttore sta limando nei dettagli e che dovrebbe restare in vigore per due stagioni. A sovvertirla è la prudenza di Renzo Menarini. La proprietà non sarebbe in grado di sostenere alcun piano, nel caso in cui una calamità naturale simile a quella di Calciopoli sprofondasse il Bologna in serie B. Quindi, con Baraldi il geometra ha deciso di andarci cauto. Il piano sarà varato quando il Bologna avrà in tasca la matematica certezza di giocare in serie A anche la prossima stagione. La prudenza giova all’immagine del club, che non vuole ficcarsi nella condizione di rimangiarsi la parola e al quieto vivere dei giocatori, che devono completare l’opera e che sarebbero inevitabilmente distratti dalle nuove condizioni contrattuali previste dal famoso piano. Le premesse, comunque, sono buone: se il Bologna continuasse a correre come fa dall’inizio del girone di ritorno, a fine mese anche la posizione di Luca Baraldi andrebbe definita. E’ stata la presidente a scegliere sia Colomba che Baraldi e per lei le conferme dei due viaggiano appaiate. Ma la figlia deve mantenere l’armonia con il padre e questi, prima di consegnare le chiavi di casa al nuovo manager, vuole tutte, ma proprio tutte, le garanzie del caso. E non è da escludere che Menarini stia prendendo tempo, prima di impegnarsi per altre due stagioni: nelle ultime settimane più di un potenziale acquirente ha avuto accesso ai conti del club. In attesa di prendere decisioni definitive, il geometra osserva: sa che da quando Francesca ha trovato in Baraldi un uomo nel quale credere e con il quale programmare il futuro, i nervi rossoblu si sono distesi e i risultati sono stati sorprendenti. Conterà vincere anche dopo aver forato il tetto dei fatidici 40 punti: questione di diritti tv, che aumentano con il migliorare della classifica. Non è un dettaglio, men che meno per un club appesantito dalle spese come il Bologna: fra il quartultimo posto e, mettiamo il caso, il decimo, corre una sostanziale differenza quantificabile in centinaia di migliaia di euro. Intanto il Bologna si gode il momento di gloria. Attraversarlo significa potersi mettere avanti sulla via della programmazione. Comunque, un’opportunità da non lasciarsi sfuggire per uscire dall’era dell’improvvisazione.

“Il nostro girone di ritorno è trionfale”

Ha impiegato un anno e mezzo, ma alla fine l’amore è sbocciato. “Adesso – assicura Francesca Menarini – posso dire di essermi innamorata del Bologna e del mondo del calcio”. A dire il vero nelle ultime settimane gli amori della presidente rossoblu sembrano essere diventati tre: perché nel mazzo va aggiunto anche il nome di Franco Colomba. “Ho sempre creduto in lui sia come uomo che come allenatore – ha detto ieri la numero uno rossoblu – nel girone di ritorno straordinario che sta facendo la squadra il nostro allenatore è il vero valore aggiunto”. Viva il Bologna, viva il calcio e viva Colomba: dopo mesi e mesi di bocconi amari, Francesca finalmente conosce la metà dolce del pallone. Del resto il Bologna che abbandona a grande velocità le acque tempestose del fondo classifica per veleggiare verso traguardi più ambiziosi è anche la vittoria personale di chi, a fine ottobre, ha fortemente voluto che Franco Colomba fosse l’allenatore del Bologna. Una scelta, come noto, firmata proprio da Francesca. Oggi che quella decisione sta dando frutti addirittura insperati, la presidente rossoblu rende omaggio al suo allenatore: “Stiamo facendo un girone di ritorno trionfale, il nostro mister ha una media punti straordinaria e questo è il miglior Bologna da diversi anni a questa parte. La squadra sta andando benissimo anche senza Di Vaio, che resta però imprescindibile. Ora, però, dobbiamo tenere i piedi per terra perché non siamo ancora salvi: la quota salvezza è a 39-40 punti e ci dobbiamo arrivare, anche se la retrocessione in questo momento mi sembrerebbe un tonfo difficile da immaginare. Certo, rispetto a tre mesi fa siamo più sereni: spero che alla fine del campionato arrivi qualcosa in più del quartultimo posto della passata stagione”. La serenità di classifica aiuta anche a vedere la permanenza in sella al Bologna non come un letto di spine ma come un’esperienza possibile. “Personalmente, sono determinata a continuare. Non ho mai pensato di sbarazzarmi di questa società, ma ho sempre pensato che sarebbe auspicabile avere al nostro fianco qualcun altro, anche come socio di minoranza. Il ruolo di presidente comporta l’esser sempre sottoposti a critiche, ma se credi in quello che fai devi avere la forza e il coraggio di andare avanti”.

Zalayeta. Il simbolo della rinascita. Taciturno, ma generoso

Tre mesi e mezzo dopo, riecco Marcelo Zalayeta. Centotredici giorni dopo Bologna-Inter l’attaccante uruguagio è tornato al gol – il quarto stagionale – con una zampata da vero Panteron, proprio contro il Napoli, rispettando la legge non scritta imposta dal ruolo di ex come già aveva fatto Adailton a Genova. Non è un caso: lui, l’uomo taciturno e all’apparenza un po’ burbero a cui però i compagni riconoscono una grande generosità, lui l’attaccante poco prolifico eppure prezioso, lui che segna gol pesanti e non banali. Come quello in Champions, edizione 2002/03, contro il Barcellona, che regalò alla Juventus la semifinale o quello che consentì ai bianconeri di eliminare il Real Madrid l’anno successivo. E’ tutto e il suo contrario, Zalayeta, attaccante di stazza eppure mobile, con i piedi delicati di un trequartista che lo hanno consegnato all’eterno dubbio se sia più una seconda o una prima punta. Stando al suo bottino di gol, una sola cosa è certa: non è un realizzatore. Gli otto gol segnati due anni fa con il Napoli, è il massimo che ha saputo produrre. Eppure chi sa di calcio dice che a lui non si può rinunciare: “E’ l’acquisto più prezioso del Bologna”, disse Roberto Mancini il 23 settembre dopo la vittoria rossoblu sul Livorno. “E’ un giocatore importante”, ha sempre confermato Franco Colomba, che alla vigilia della sfida con il Napoli si è spinto oltre: “Se non segna e gioca sempre come a Genova, io sono contento”. E non ci rinuncio, sarebbe stata la logica prosecuzione del discorso del tecnico, che pure ieri lo ha preso ad esempio come giocatore utile e operaio. Una sorta di gregario di lusso, uno che avrebbe fatto la felicità di quel Renzo Ulivieri sponsor della cooperativa del gol, uno che alza il livello di gioco e di pericolosità di chi gli sta intorno: vedi Adailton in quel di Genova. Almeno quando è quello delle ultime due settimane. Perché Zalayeta può essere pure quello che si presenta sovrappeso in estate e al ritorno dalle vacanze di Natale. Colomba lo ha coccolato, spiegandogli che è un giocatore importante, e lo ha pungolato, rivelando il segreto di Pulcinella, ciò che tutti sapevano ma ch non è mai stato pubblicamente reso noto, ovvero che “è tornato fuori forma dall’Uruguay, dopo la sosta”. Evidentemente lo ha preso per il verso giusto, perché il Panteron si è messo sotto, ha recuperato la forma perduta un po’ alla volta: ha deluso a Livorno, contro la Juventus ha fornito la palla del possibile 2-1 a Gimenez, poi in casa del Genoa si è dimostrato la spalla ideale per aprire gli spazi ad Adailton e contro il Napoli ha fatto reparto da solo, tornando al gol e impegnando da solo l’intera difesa partenopea, difendendo palloni su palloni e consentendo al Bologna di alzare il baricentro e ripartire. Ha conosciuto i palcoscenici prestigiosi della Champions League con la Juventus, quelli della serie A con i bianconeri, Empoli, Perugia e Napoli, l’atmosfera delle competizioni internazionali con la Nazionale uruguaiana (32 presenze e 10 gol) e in estate non ha avuto dubbi nel ripartire da Bologna. Classe 1978, il futuro è incerto: “Il suo cartellino è a metà tra Juve e Napoli, ma è presto per parlare della prossima stagione”, ha fatto sapere il suo agente, Daniel Delgado. Certo che lo Zalayeta delle ultime settimane, rigenerato pure lui dalla cura Colomba, farebbe comodo anche l’anno prossimo.

Contratti: Mingazzini, Guana, Raggi: inizia il ballo dei rinnovi

Sbaraccare tutto ripartendo da zero o sfrondare attentamente l’esercito degli ‘svincolati di giugno’ per trattenere quelli che si stanno rivelando pedine fondamentali? Adesso che la salvezza aritmetica potenzialmente è questione di 180 minuti (con due vittorie si agguanterebbe la mitica quota 40) il Bologna può giocare con qualche mese d’anticipo la partita dei rinnovi: addirittura quindici, tra chi è in scadenza e chi è in prestito. Praticamente più di mezza rosa. Ora si può partire però da un presupposto nuovo. Non c’è più bisogno di fare tabula rasa e, alla luce delle splendide performance della squadra di Colomba, molti giudizi sui singoli vanno rivisti. Prendete Adailton: in estate il suo ingaggio (850 mila euro netti a stagione) era considerato un peso: un delitto, si diceva, strapagare un giocatore che non sta dando nulla alla causa. Poi Ada è esploso, confezionando la sua migliore stagione italiana. Tanto che il dubbio oggi si pone: a giugno è uno da lasciar partire o va trattenuto? Molto dipenderà anche da come i giocatori accetteranno quella che (se passerà) è la cosiddetta linea Baraldi: contratti flessibili, con una cospicua fetta (circa il 30%) legata al rendimento. Certo che, linea Baraldi o no, c’è chi sa già fin d’ora che a giugno dovrà fare le valigie: Massimo Marazzina, Gigi Lavecchia, Cristian Zenoni, Rafael Santos, con tutta probabilità Stephen Appiah (le riserve sono legate al fatto che la sua serietà nel provare a recuperare dai troppi infortuni ha conquistato i dirigenti di Casteldebole). Nell’agenda di Baraldi il primo caso da risolvere è quello di Nicola Mingazzini, vice capitano in scadenza di contratto che dovrebbe finire per allungare la sua permanenza sotto le due torri. Dovrebbe restare anche l’affidabile Roberto Colombo. Tra quelli in scadenza c’è Salvatore Lanna, la cui ultima versione vale (forse) un altro anno di contratto. Alla voce prestiti, oltre a risolvere il rebus Zalayeta (a metà tra Napoli e Juventus) il Bologna deve giocare una complicata partita col Palermo, che per la metà del cartellino di Andrea Raggi vuole 3,5 milioni e ne chiede invece rispettivamente 4 e 3 per cedere interamente Roberto Guana e Davide Succi. Poi c’è la Fiorentina, che ha fissato in 3 milioni il diritto di riscatto sulla metà di Savio: difficile che il Bologna lo eserciti se prima non l’avrà visto all’opera. Più facile che ragioni col Genoa per trattenere Francesco Modesto.

LA REPUBBLICA

Bologna, tutti pazzi per Colomba
Figli, calcetto e Braseria, guida alla città dove il mister gioca in casa
La casa in San Francesco, gli amici di sempre: Pecci, Massimelli, Rimbano
Arrivò qui a 5 anni: “Diplomato al Pacinotti, sono geometra. Come Menarini”

Francesca: “Mi sono innamorata del calcio”
Finalmente le tv nazionali scoprono i rossoblu: Adailton alla Ds, il tecnico a Controcampo, la presidente a Sky

Buso felice per l’amico Franco. “Va al cuore e alla testa dei suoi”
L’ex portiere: Mazzarri è ancora fermo a San Gennaro

L’INFORMAZIONE DI BOLOGNA

Adailton ha già la valigia in mano
Federico Pastorello, agente del giocatore: “Non abbiamo sentito il Bologna”. Il problema è l’ingaggio
Il sogno è la Spagna: “Ci sono offerte anche da squadre di serie A”

“È il miglior Bologna di questi anni”
Il presidente raggiante dopo la vittoria sul Napoli dichiara amore ai colori rossoblù
Francesca Menarini: “Spero in un piazzamento migliore del 2009”

E ora sotto con la Samp del “Pazzo”
Archiviata la seconda miglior prestazione dell’anno, già oggi si torna in campo
Si troveranno di fronte due squadre che attraversano un buon momento


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