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Rassegna stampa
07.03.2010 10:54 di Cinzia Saccomanni   articolo letto 127 volte
© foto di Federico De Luca

Il Bologna non è sazio e non è ancora appagato, quindi avanti come si sta facendo sinora per continuare a inanellare risultati positivi. Parola di mister Colomba, conscio della forza del Napoli ma anche dei fuori del suo giardino. Confermato il ritorno di Modesto, anche Britos sembra destinato a ritrovare una maglia da titolare

CORRIERE DELLO SPORT – STADIO

“Caro Bologna rompi le regole”

La Roma davanti a tutti, il Bologna addirittura anche davanti all’Inter, 14 punti contro 13, nel girone di ritorno la squadra di Franco Colomba viaggia a ritmi da Champions. Quanto potrà durare? Il Bologna riuscirà a fermare anche questo Napoli che Aurelio De Laurentiis e Walter Mazzarri vogliono fortissimamente in Europa? Non ci crederete, ma a Casteldebole è un sabato come gli altri e anche Franco Colomba è lo stesso. “Come dovrei essere, cosa dovrei dire, cosa dovrei fare? Guardate che noi siamo quelli di sempre perché per noi non è cambiato niente. Il nostro obiettivo va di settimana in settimana, anche questa volta ci saranno tre punti in palio e come le altre volte il Bologna proverà a prenderli. A Genova contro il Genoa ce l’abbiamo fatta, contro la Juve no, li hanno presi tutti loro, contro il Milan ne abbiamo preso uno, a questo punto vediamo domani”. Domani è oggi e su un punto Colomba è pronto a mettere entrambe le mani sul fuoco: “Dite che potremmo avere meno fame dopo l’abbuffata di Genova? Guardate, quello è un rischio che non corriamo, è il primo discorso che ci siamo fatti domenica passata, quando eravamo ancora negli spogliatoi di Marassi. E poi, se accadesse, sarebbe sbagliato al 100%, mancando ancora un sacco di partite e mancando ancora un sacco di punti”. Vuole stravincere, Colomba, sentite qua: “Ditemi voi perché una squadra non debba avere sempre fame? Questo è il nostro lavoro, altrimenti il calcio diventa un hobby. Il professionismo ti impone di dare il meglio tutti i santi giorni e tupuoi dare il meglio solo quando lavori seriamente”. La chiusura sul tema è la chiave di lettura di quello che deve frullare nella testa del Bologna intero. “Che la classifica oggi sia buona e bella è positivo, ci mancherebbe, ma è fondamentale che sia ottima tra qualche domenica, perché fino a quando non c’è la matematica, no, non si deve parlare di salvezza. E ciò significa che il Bolognanon può assolutamente permettersi neanche una settimana di relax”. Colomba, c’è un motivo per il quale ora come ora il Bologna sta facendo meglio in trasferta che al Dall’Ara? “Non c’è una regola, noi scendiamo sempre in campo per vincere, poi lo ripeto, prendiamo via via quello che ci regala il campo”. Sì, anche oggi contro il Napoli il Bologna avrà gli stessi concetti nella testa, e attenzione, figuriamoci se Colomba dimentica quanto sia bravo Mazzarri e quanto sia forte il Napoli. “Di fronte avremo una squadra da Champions League, che ha uomini, che ha giocatori di qualità, che ha nomi, insomma è un Napoli da rispettare fino in fondo. Se mi aspetto qualche trappola da parte di Mazzarri? I giocatori sono quelli, tutti noi sappiamo che il Napoli è organizzato, manovriero, aggressivo, con attaccanti importanti e con difensori che sanno sempre cosa devono fare”. Se il fatto che il Napoli non vince dal 24 gennaio può essere una preoccupazione in più per il Bologna? Colomba ha altri pensieri per la testa. “Penso a noi, guardo alla mia squadra. Magari se il Napoli avesse vinto le ultime sei partite, ora saremmo qua a dire: accidenti, questi vincono sempre. E allora penso al mio giardino, dove ci sono i nostri fiori, ai quali cerco di dare tanta acqua tutti i giorni e mi pare che stiano crescendo bene. Bella questa, vero…”. Colomba a Napoli è una storia condita di passioni, “perché a Napoli è così, devi obbligatoriamente vivere intensamente il tuo lavoro”. Racconta l’attuale tecnico del Bologna. “Se hai una squadra e una società forte, allenare il Napoli è bello, perché vinci spesso, ma se hai una squadra non brillante e una società in difficoltà, ecco che nascono i problemi. E il motivo è facile da capire: Napoli vuole vincere, la gente di Napoli non si accontenta che il Napoli possa recitare la parte del comprimario. Ecco, in quell’anno a Napoli sono rimasto colpito dalle passioni in eccesso sia nel bene che nel male, là non ci sono le mezze misure. Comunque, a distanza di tempo, dico che è stata una grande esperienza, dura per certi versi ma meravigliosa per altri”.

Anche ieri a Casteldebole c’era lo 007 dei napoletani

Nonostante sia stato colto sul fatto e tutti lo abbiano visto e riconosciuto, Claudio Nitti non si è arreso e anche ieri mattina è tornato dalle parti di Casteldebole, dovendo fare una relazione sul Bologna a Walter Mazzarri. Come sempre di sabato, Franco Colomba ha chiuso i cancelli e allora ecco che l’attuale 007 dell’allenatore del Napoli si è sistemato lungo una strada adiacente a uno dei campi del centro tecnico, in pratica dove è stato beccato la prima volta (precisamente mercoledì) con il binocolo. A questo punto è successo che alcuni giocatori del Bologna, tra i quali Marco Di Vaio che stava correndo ai bordi di un altro campo, lo hanno notato e hanno cominciato a urlargli da lontano con quale modulo avrebbe giocato la squadra il giorno dopo e che alle spalle di Zalayeta sarebbe stato impiegato di nuovo Adailton. Avendo capito l’antifona, lo 007 di Mazzarri si è spostato, ma figuratevi se si è arreso, anche se da quella posizione è difficile, se non addirittura impossibile, decifrare quelli che sono i movimenti e gli schemi fatti provare da Colomba alla squadra. Intanto ieri Nitti ha fatto sapere. “So che ha parlato Walter, a me va bene tutto ciò che dice. Ci sono le foto? In quel caso la cosa sarebbe diversa. Ha detto che sono malato? Dai, chiedetelo a lui”. Da quando Mazzarri è anche medico?

Colomba prepara la svolta a sinistra

Francesco Modesto è pronto, lo ha ammesso ieri lo stesso Franco Colomba, e di conseguenza è in vantaggio sia su Federico Casarini che su Nicola Mingazzini. Poi Miguel Angel Britos, che contro il Napoli potrebbe tornare a giocare dal primo minuto considerato che Vangelis Moras è stato impiegato mercoledì con la sua Nazionale ed è rientrato sotto le due torri solo giovedì pomeriggio. Infine Andrea Raggi, che ha scontato la giornata di squalifica e riprenderà la sua maglia da esterno destro della difesa. Anche ieri Colomba ha nascosto il Bologna al prossimo, dopo avergli messo la maschera per tutta la settimana essendo stato informato della presenza di Claudio Nitti, lo 007 preferito di Walter Mazzarri, ma a meno di ripensamenti notturni da parte del tecnico rossoblu, dovrebbe essere questo il Bologna che affronterà il Napoli. Anche perché per il resto non dovrebbero esserci sorprese: Salvatore Lanna sarà l’esterno sinistro della difesa, Buscè sarà l’esterno destro di centrocampo, poi i due centrocampisti centrali dovrebbero essere ancora una volta Guana e Mudingayi, mentre i due giocatori d’attacco saranno Zalayeta e Adailton, che si muoverà alle spalle dell’uruguaiano. Non è stato convocato Savio Nsereko, impegnato in settimana con la nazionale Under 20 della Germania, “l’ho visto stanco”, ha detto ieri mattina Colomba. Qual è la giocata del Napoli che può creare più affanni al Bologna? E’ un movimento che le squadre di Mazzarri fanno spesso (anche quando sono modellate sul 3-5-2) è cioè la sovrapposizione interna degli esterni. Ci spieghiamo meglio: nel caso in cui fossero confermati tra le linee Lavezzi e Hamsik, succederebbe che quando i due vanno a lavorare sui lati, ecco che Maggio a destra e lo slovacco a sinistra si sovrappongono buttandosi a mille all’ora all’interno, il che significa quanto segue: Britos (o Moras) a sinistra e Portanova dalla parte opposta dovranno fare molta attenzione, perché se non seguissero con i tempi giusti questo movimento per il Napoli diventerebbe un gioco da ragazzi arrivare davanti a Viviano. Anche perché non bisogna dimenticare che il Bologna ha subito spesso questo tipo di gol. E ancora: la difesa del Bologna dovrà mantenere le antenne dritte non solo sul primo palo ma anche sul secondo, considerato che le entrate senza palla di Maggio e Hamsik sono micidiali. Per certi versi, è quello che diceva Colomba per quanto riguarda Buscè: “all’atto pratico è il nostro terzo attaccante”, ma va sottolineato come Mazzarri voglia sempre nell’area degli altri almeno 4 uomini per avere la parità numerica e anche una certa densità, cioè la prima punta e i due trequartisti (o il secondo attaccante e il trequartista) e uno dei due esterni sul palo lungo (appunto), con la conseguenza che nella fase passiva il Bologna non dovrà sbagliare neanche le virgole. Di contro, nella fase attiva, la squadra di Colomba dovrà lavorare soprattutto sui lati per costringere quelli del Napoli a coprire più campo possibile, perché a quel punto Mazzarri sarà chiamato a prendere una decisione, o andare sugli esterni del Bologna con i suoi centrali esterni della difesa o chiedere ai suoi centrocampisti esterni (che dovrebbero essere Maggio e Dossena) di abbassarsi per difendere a cinque. E’ evidente che più il Bologna riuscirà ad aprire la difesa a tre organizzatissima di Mazzarri, più Zalayeta e Adailton le creeranno ansie centralmente.

Biglietti per soli residenti ma i tifosi azzurri ci saranno

Oltre 20.000 presenti al Dall’Ara già sicuri, più qualcuno che oggi sbircerà il meteo fuori dalla finestra e deciderà all’ultimo se essere presenti sugli spalti o meno. Difficile che qualcuno si convinca, visto che secondo le previsioni meteo già da questa mattina dovrebbe nevicare, probabilmente anche con una certa insistenza visto che si preannunciano venti piuttosto forti. A scanso di equivoci, il campo del Dall’Ara è comunque coperto dai teloni fin da ieri e compatibilmente con la situazione meteo si cercherà di tenerlo al riparo il più possibile. Intanto, comunque, in prevendita sono stati 7.250 i biglietti venduti, un buon dato agevolato anche dalle convenzioni partite questa settimana in casa Bologna: da “6 sempre con noi” agli sconti per gli under 18 e per gli under 14. Ieri la società rossoblu ha invitato i tifosi a presentarsi ai tornelli del Dall’Ara in anticipo, come contro la Juventus, perché a ogni spettatore dovrà essere controllata anche la residenza sui documenti visto che – abbonati a parte – solo chi risiede in Emilia Romagna potrà accedere allo stadio. Questa mattina i botteghini allo stadio apriranno alle 11, prevista una folta presenza di tifosi napoletani sia nei distinti che, soprattutto, in curva San Luca, tanto che sui forum partenopei gira voce di una coreografia con palloncini azzurri già “preparata” per quel settore. Come, essendo assenti (secondo logica) i capi della tifoseria napoletana ed essendo quello un settore misto, non è dato a sapere.

IL RESTO DEL CARLINO

Bologna, è l’ora. Obiettivo in più col Napoli. Centrare due vittorie di fila

Trainato dalla locomotiva Adailton, il Bologna ha superato a Genova il colle della terza vittoria fuori casa in quattro giornate, ma adesso deve scalare la montagna che lo ha respinto per ben sessantaquattro volte consecutive: vincere due partite consecutive. Non sembra granché, detta così. Ma per il Bologna sarebbe un’autentica impresa, che non gli riesce da quando, a fine agosto del 2008, si ripresentò in serie A. Mai, il Bologna dei Menarini, ha vinto due partite consecutive. Partì bene, sbancando la Milano rossonera all’esordio, poi si piantò subito dopo nella partita in casa con l’Atalanta, perdendo così l’occasione più ghiotta per non stabilire questo record all’incontrario. Che il Bologna della passata stagione non sarebbe riuscito a mettere in cassa sei punti in due partite consecutive, era facilmente immaginabile. Ne ha vinte talmente poche che già i cinque pareggi di fila a cui lo guidò Mihajlovic sembrarono una svolta epocale. Quest’anno però le cose sono leggermente migliori, tanto è vero che il Bologna del girone di ritorno è la miglior squadra da viaggio del campionato con tre vittorie sulle ultime quattro partite che ha giocato fuori casa. Ma nessuno dei suoi exploit (Firenze, Livorno e Genoa) ha trovato conferma nella successiva partita in casa. Questione di forza e un po’ di calendario. Dopo la vittoria di Firenze arrivò al Dall’Ara l’Atalanta. Ma era mercoledì e i bergamaschi approfittarono di un Bologna stanco per rimontare due gol e portarsi a casa un punto. Dopo il gol partita di Di Vaio a Livorno, invece, arrivò a Bologna la Juventus appena restaurata da Zaccheroni e furono dolori e sfortuna. Il terzo colpaccio del Bologna risale a sette giorni fa. Oggi c’è il Napoli, non esattamente la squadra che invoglierà Colomba a rischiare pur di scavalcare il muro che imprigiona il Bologna nel cortiletto delle sue speranze di salvezza. Ma il momento delle rivincite è arrivato: queste, un girone fa, furono le partite che mandarono gambe all’aria Papadopulo. L’allenatore che aveva iniziato la stagione perse prima i tre punti in casa con il Genoa, poi il posto a Napoli quando la squadra lo accusò di eccessivo difensivismo e, quindi, di diffuso scetticismo nelle capacità dei suoi giocatori. Colomba ha lavato a Genova la macchia dell’1-3 casalingo e oggi cerca di pareggiare il conto anche col Napoli, prima di dedicarsi (ancora in casa) a quella Samp che gliene rifilò quattro all’esordio. Intanto, il Napoli di Walter Mazzarri, un allenatore che sulle sorti del suo club ha inciso quanto Colomba. Se non di più: 34 punti in 19 partite per il sostituto di Donadoni contro i 25 in 18 partite conquistati da Colomba. Comanda il toscano che a Bologna fu discepolo di Ulivieri e di Guidolin, ma solo per le statistiche. In realtà è da stabilire se era più difficile rivitalizzare il Napoli o il Bologna. Comunque, sono due allenatori che hanno fatto centro e che non vogliono fermarsi. Colomba ricicla Britos in difesa e sinistra ritrova Modesto per il ruolo di tornante. Mazzarri parte senza Denis: “Quando entra, spesso fa gol. Mi sta bene così”.

Ulivieri: “Che bravi i miei ragazzi”

Renzo Ulivieri, Colomba contro Mazzarri riporta indietro le lancette del tempo di vent’anni: stagione 89-90, Modena, serie C1, lei in panchina e quei due in campo. “Franco era a fine carriera e aveva già la testa da allenatore. Walter invece quell’anno si infortunò e giocò poco: poiché a Modena l’avevo voluto io, si sentiva in colpa”. Mazzarri figlioccio di Ulivieri: c’è da esserne orgogliosi. “Di figliocci in panchina in giro per l’Italia ne ho disseminati tanti: poi ognuno ha imboccato la sua strada. Vuol dire che qualcosa di buono l’ho lasciato”. La dote più bella di Colomba. “La pacatezza. E’ una qualità che io mi sono ritrovato oggi che ho 69 anni: Franco invece ce l’ha nel dna”. La dote più bella di Mazzarri. “Tutte le qualità che caratterizzano un bravo allenatore: lo studio, il lavoro, l’applicazione, la capacità di preparare le partite e quella di trasmettere convinzione ai propri giocatori”. Bologna-Napoli è anche una bella storia di allenatori che stanno facendo gli allenatori. “Tutti e due hanno preso le rispettive squadre in un momento di difficoltà e le hanno risollevate. Mazzarri a Napoli può aprire un ciclo e Colomba è l’uomo giusto con cui Bologna può programmare il futuro”. Oggi entrambi sugli scudi, ma se c’era uno che in serie A aveva bisogno di un rilancio quello era Colomba. “In effetti per le capacità che ha dimostrato, ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato: ma può recuperare nella sua seconda parte di carriera. Io glielo auguro di cuore, perché se c’è un allenatore che merita di togliersi delle soddisfazioni quello è Colomba”. Mazzarri invece non sbaglia un colpo. “Trovarne un altro che abbia fatto bene ovunque abbia allenato, è un’impresa”. Ulivieri e il Napoli: nel ’98 per andarlo ad allenare in B lei lasciò un Bologna in A. “Avevo dato la mia parola, non potevo rimangiarmela. Ma fu un’annata disgraziata, in cui ci capitò di tutto. E poi trovai Ferlaino, che per me non fu il massimo”. Bologna-Napoli come finisce? “Partita aperta a tutti i risultati. Il Bologna oggi ha equilibrio e voglia di combattere. E può fare risultato contro chiunque”.

Di Vaio in curva ad accendere il tifo

Quasi una simbiosi tra Marco Di Vaio e il suo pubblico. Il bomber del Bologna è fuori per un problema muscolare e dovrebbe tornare in campo tra due settimane, a Siena. Ma il feeling che si è creato tra il capitano e la tifoseria è sempre più solido. Di Vaio è stato invitato dai ragazzi della curva a vedere la partita con il Napoli sui gradoni della Bulgarelli e Marco ha accettato l’invito. Ma solo parzialmente: starà in curva per un quarto d’ora prima dell’inizio, poi tornerà al suo posto in tribuna. Non per avere un tetto sopra la testa in una giornata che, secondo le previsioni, minaccia freddo e neve, ma per non rubare in alcun modo la scena ai protagonisti della partita. Di Vaio sarà stadio intorno alle 13.30, quando nell’atrio della tribuna centrale sarà presentato “Zeugo”, un gioco pronipote dell’eterno Subbuteo, che per l’occasione anticiperà Bologna-Napoli.

LA REPUBBLICA

“Tranquilli, abbiamo ancora fame”
Colomba rasserena i tifosi e sprona i suoi: guai a sentirsi già salvi
“Partenopei forti, ma preferisco guardare al mio giardino: oggi è pieno di fiori”

La tribuna. Lucio, Arrigo e altri vip e i Caracciolo giù dal treno

L’INFORMAZIONE DI BOLOGNA

Colomba: “L’appetito vien mangiando”
Il tecnico rossoblù non si accontenta dell’impresa di Marassi: “Dobbiamo far meglio in casa”
“Loro sono da Champions, ma io guardo ai fiori del mio giardino”

“I miei ragazzi sono diventati grandi”
Il doppio ex. Ulivieri ha guidato entrambe, e allenato i due tecnici quando giocavano
“In campo insieme a Modena, e oggi li vedo raccogliere frutti meritati”

Quel duello a suon di reti nel nome di Savoldi e Nielsen
Storie. I gol a maglie invertite dei due attaccanti

IL CORRIERE DI BOLOGNA

“Abbiamo fame”
Colomba pronto a piegare pure il Napoli: “Finché non è finita, noi vogliamo mangiare. La salvezza non è nostra e nessuno è appagato”. Bologna con Britos e davanti Ada e Zalayeta

L’analisi della partita. Match equilibrato e veloce. Occhio a Lavezzi, finirà 3-3


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