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04.03.2010 09:39 di Cinzia Saccomanni   articolo letto 134 volte
© foto di Giacomo Morini

Mentre prosegue la preparazione in vista della gara col Napoli, con Francesco Modesto che scalpita per il ritorno in campo, la presidente Francesca Menarini mette alcuni punti fermi sul futuro rossoblu, ovvero parla delle conferme del direttore generale Luca Baraldi e del tecnico Franco Colomba.

CORRIERE DELLO SPORT – STADIO

Colomba-Bologna, assist di Mazzarri

Tutto sta a vedere se la famiglia Menarini fosse entrata nell’ordine di idee di investire sui 500mila euro sull’allenatore, ma di sicuro su Walter Mazzarri aveva messo gli occhi prima il Bologna del Napoli. Siamo alla metà di settembre, il Bologna ha appena perso il casa contro il Chievo, ma soprattutto c’è una squadra che con il passare delle settimane vede sempre più Giuseppe Papadopulo come il fumo negli occhi. Sia sul piano dei rapporti che su quello tattico. Il Bologna gioca a San Siro contro il Milan, in tribuna c’è anche Mazzarri, che essendo a Milano decide di andare a vedere la partita. Finisce 1-0 per il Milan, gol nel finale di Seedorf, ed ecco che nella testa dei dirigenti del Bologna le perplessità aumentano. E per dirigenti intendiamo quelli ufficiali, che lavorano a Casteldebole, e anche quelli ombra, e cioè gli amici consiglieri del patron Renzo Menarini. Non ci crederete, ma il Bologna il quei giorni pensava proprio a Mazzarri che, particolare non di poco conto, va bene a tutti e due gli schieramenti. Qualcuno del Bologna parla con Mazzarri, che fa sapere di essere pronto a tornare a Bologna, anche perché la squadra gli piace. In pratica, diventa decisiva per Papadopulo la partita interna contro il Livorno del mercoledì. Prima di parlare con la Sampdoria del contratto di Mazzarri, il Bologna vuole vedere come finisce Bologna-Livorno, e la scelta si rivela giusta, perché la squadra rossoblu vince 2-0, e i fantasmi si allontanano da Casteldebole. Poi succede che il Bologna quattro giorni più tardi pareggia a Torino contro la Juventus, giocando anche bene, a così Papadopulo riprende quota, anche se i problemi con una fetta di squadra restano. Intanto il Napoli continua a perdere, Donadoni è sempre più a rischio e De Laurentiis pensa anche a Mazzarri come eventuale sostituto. Si va avanti, siamo a domenica 4 ottobre, la domenica del centenario del Bologna, la squadra rossoblu perde in casa contro il Genoa e il Napoli perde a Roma. De Laurentiis esonera Donadoni e chiama a Napoli Mazzarri, mentre il Bologna regala un’altra possibilità a Papadopulo, che assicura di non sentirsi assolutamente a rischio. Scherzo del destino, il ‘Papa’ si gioca tutto a Napoli proprio contro l’amico Mazzarri, che va in svantaggio, gol di Adailton, poi rimonta con Quagliarella a una ventina di minuti dalla fine e negli ultimi istanti vince con un gol di Maggio. Negli spogliatoi del Bologna gli animi sono bollenti e tra il lunedì e il martedì il Bologna esonera Papadopulo e sceglie Colomba. Che, scampata la concorrenza di Mazzarri (e successivamente anche quella di Mario Beretta) deve ringraziare l’attuale allenatore del Napoli, perché alla fine dei giochi è stato lui a regalargli la panchina del suo cuore, battendo il Papa.

La Menarini fa firmare tutti

Quando il calcio ti cambia la vita e almeno in apparenza te la rende anche intensa, bella e piacevole. “La vittoria strepitosa di domenica a Marassi contro il Genoa e l’amore che ci hanno regalato tutti questi tifosi, sì, è come se vivessimo una favola. Ma siamo a martedì sera e il tempo delle feste finisce qua, perché domenica ci aspetta una partita tremenda contro il Napoli e guai se perdessimo l’umiltà delle ultime settimane”. La presidente del Bologna ha stretto decine e decine di mani a San Giorgio di Piano, mentre i 350 tifosi del club rossoblu “The Good 40016” le regalavano cori carichi d’affetto. Sentite questa: le si avvina un ragazzo, che la informa di essere uno dei suoi contestatori (in piazza Maggiore) in quel luglio condito di veleni e polemiche. “Lo so, da questa estate a oggi sembra che il mondo si sia capovolto, ma quella è acqua passata, non parliamone più, anche perché tutti hanno capito l’impegno, la determinazione e la passione che ci stiamo mettendo”. Il direttore generale Luca Baraldi sempre al suo fianco, nelle vicinanze anche Franco Colomba, Roberto Guana e Davide Succi, guardi Francesca Menarini e ti rendi subito conto che è una presidenza finalmente serena. “Abbiamo commesso tanti errori fin qua, ma ora abbiamo trovato la strada giusta”. Si guarda attorno, poi porta alle stelle i suoi uomini. “Ho collaboratori fantastici, primo fra tutti a livello gestionale Luca Baraldi. Sì, stiamo facendo un grande lavoro insieme, abbiamo ridato stabilità sia alla società che al gruppo”. E’ il momento di regalare qualche tavoletta di cioccolata a Franco Colomba. “Ora il Bologna è una squadra vera fino in fondo, e il merito è di Franco Colomba, che ha costruito prima di tutto un gruppo, una famiglia. Quello che sta dicendo il campo domenica dopo domenica è la chiave di lettura del suo lavoro. La squadra c’è, i ragazzi ci sono e stanno dimostrando una grinta, una rabbia, una fame che prima dell’arrivo di Franco non avevano o quanto meno non evidenziavano”. Ha un’ammissione da rendere pubblica: “Quando vado allo stadio soffro da morire, penso che si veda dalle mie espressioni, ogni partita per me è una sofferenza infinita. Al di là di ciò, penso che oggi ci si diverta a guardare il Bologna. Non facciamo più la fatica di prima, riusciamo a costruire azioni, c’è una trama di gioco, c’è uno schema. Ecco, ora come ora possiamo dire che sembra ci riesca facile ciò che ieri risultava difficile”. Arriva il Napoli, c’è il rischio che il Bologna possa sedersi dopo l’abbuffata di domenica passata a Genova? La presidente è convinta che sarà ancora la squadra delle ultime settimane. “Perché non dovrebbe essere ancora quella, qua non siamo ancora a niente, qua i giochi sono ancora tutti da fare e se non ce lo metteremo bene in testa, saranno dolori. Ecco, casomai la speranza è che questo entusiasmo possa darci quella carica e quella voglia di fare sacrifici che saranno fondamentali contro una squadra fortissima come il Napoli, che volendo a tutti i costi l’Europa verrà a Bologna per vincere o quanto meno per provare a vincere”. Il discorso inevitabilmente cade sui rinnovi di contratto di Luca Baraldi e Franco Colomba e figuratevi se la Menarini si tira indietro. “No, le famiglie non si disfano, non riesco a vedere un futuro senza questi miei collaboratori”. Bene, ma si può parlare di tempi? Il nero su bianco avverrà prima o dopo la presentazione del piano industriale da parte di Baraldi? “Quando ne parleremo? Ne parleremo presto”. Magari quando si convincerà anche Renzo Menarini.

Modesto: Voglio restare a Bologna

Sta tornando. Con cautela, ma Francesco Modesto già da due giorni si allena con il gruppo e pare avere una gran voglia di ritornare in campo. Ieri nella chiacchierata con i tifosi sul sito ufficiale rossoblu, l’esterno del Bologna ha parlato della sua condizione: “L’infortunio è alle spalle: ho ripreso ad allenarmi insieme ai miei compagni e ho una settimana di tempo per rendermi disponibile già dalla gara contro il Napoli. Alla fine i tempi sono stati più rapidi del previsto, merito dei ragazzi dell’Isokinetic, che sono stati molto bravi e mi hanno rimesso in piedi presto”. Modesto ha visto in tv l’impresa dei suoi compagni a Marassi contro la sua ex squadra: “Mi è dispiaciuto tantissimo non poter essere in campo, non solo perché è arrivata una bella vittoria ma anche per non aver potuto dare una mano ai compagni, che sono stati grandiosi. E’ vero che ogni tanto il Genoa vive partite dall’andamento un po’ strano, ma vincere a Marassi non era facile: ci aveva vinto solo l’Inter e quel giorno ero in campo. E’ stata un’impresa, personalmente tornare a Marassi da avversario mi avrebbe fatto uno strano effetto, ma una volta iniziata la partita sarebbe tutto svanito”. Chiusura sul Napoli, il prossimo avversario: “Verranno qui carichi e conoscendo Mazzarri vorranno vincere: l’ho avuto a Reggio Calabria, è uno che prepara bene le partite e trsmette parecchio carisma alla squadra, lo dimostra anche il fatto che il Napoli raddrizza spesso le partite nel finale”

Test prima di Napoli. Oggi alle 15 con l’Anzolavino

Doppia seduta col maltempo ieri per i rossoblu, al mattino in mezzo la nebbia e al pomeriggio sotto la pioggia, con partitella a tema su campo ridotto. In gruppo sia Modesto che Mutarelli, che sta completando l’ultima parte di rieducazione abituandosi al lavoro intenso. Mancavano i tre nazionali: Moras, che ha giocato 69 minuti nello 0-2 della Grecia contro il Senegal, Casarini, in tribuna con l’under 21 che visto giocare titolare il bolognese Borini, e Savio, impegnato con l’under 20 tedesca contro i pari età svizzeri. Appiah ha incontrato l’attaccante ghanese del Malba David Osei, che aveva espresso il desiderio di conoscerlo per il suo compleanno. Oggi alle 15 a Casteldebole amichevole contro l’Anzolavino.

IL RESTO DEL CARLINO

Colomba, quattro segreti per un salto di qualità

Ormai è un plebiscito. Colomba ha conquistato il Bologna e, in buona parte, anche Bologna. Delle due, è stato più difficile per l’allenatore fatto in casa arrivare sulla panchina dei suoi sogni che meritarsi la conferma. Che arriverà, ormai non ci sono più dubbi. Ballerina, casomai, è la data del rinnovo. Dipende dall’approvazione del piano Baraldi, destinato a sortire l’effeto domino sulla scelta (scontata) del tecnico e su quella (ancora indecifrabile) dei giocatori da tenere o da lasciar partire. Anche il direttore generale può andare abbastanza certo del sì: Renzo Menarini ha sposato appieno la linea della figlia e le ultime dichiarazioni di Moggi (in sintesi: bravo Colomba e bravo pure Baraldi) inducono a credere che la grande famiglia allargata abbia ritrovato l’armonia perduta nei giorni di fine ottobre, quando il Bologna cambiò allenatore. Immaginare allora che Colomba avrebbe impiegato quattro mesi per dare alla sua squadra la solidità e le certezze che mai erano balenate per un anno e mezzo, non era facile. Ma così è andata. Il nuovo allenatore ha riportato alla normalità un club che, con quattro allenatori cambiati, con un monte ingaggi quasi da Champions, con l’amico del patron che qualche pretesa di incidere sulle scelte l’avanzava, sembrava destinato all’incertezza perpetua. Colomba ha avuto, per la famiglia Menarini, lo stesso ruolo che Ulivieri ebbe per Gazzoni. Dopo una stagione di pasticci ed equivoci, quel vecchio Bologna si mise nelle mani di un uomo che riportò in primo piano i concetti della professionalità esasperata e che tracciò il solco per una vita duratura e serena in serie A. Dietro al successo di Colomba ci sono quattro piccoli segreti, applicati con saggezza e con tempismo. Il primo: la duttilità tattica. Il Bologna veniva da una girandola di allenatori ed era quindi stato sballottato a destra e a manca: dalla difesa a tre a quella a quattro. Dal “siamo forti e possiamo battere chiunque” di Mihajlovic al “siamo scarsi e dobbiamo sempre evitare di prenderle di Papadopulo”. Colomba ha aspettato che la squadra fosse stabile abbastanza da poter esprimere un parere, poi ha cercato di assecondarla esaltandone i pregi. Così si spiegano il rendimento più stabile della difesa, il salto di qualità del centrocampo, il ritorno al gol di Di Vaio e l’exploit di Adailton. Il secondo piccolo segreto di Colomba: l’equilibrio. I suoi giocatori ne avevano bisogno più di ogni altra cosa. Lui non li ha mai depressi e non li ha mai esaltati, ha semplicemente cercato di spremere il meglio da ognuno di loro. Ed ecco i difensori centrali giocare due partite senza prendere gol, la coppia Mudi-Guana segnalarsi come una delle migliori del campionato, Gimenez esplodere, Casarini affermarsi e Savio affacciarsi alla serie A. Il terzo segreto: la diplomazia. Colomba è stato abile a cementare intorno alla squadra anche un gruppo dirigenziale che sembrava impaurito e diviso sull’opportunità di scegliere questa o quella cura, cioè Baraldi o Moggi. L’allenatore ha trovato presto l’intesa con il direttore generale e ha rasserenato tutto il Bologna, mostrando ai Menarini la luce in fondo al tunnel. Il quarto segreto: la passione. Colomba è un uomo razionale ma non per questo freddo. Il suo piacere di allenare il Bologna è profondo ma trasparente, il suo nuovo ruolo una conquista da difendere dando il meglio di se stesso. La sua convinzione è stata contagiosa per l’ambiente che ha ritrovato risultati e ottimismo.

Menarini. “Collaboratori fantastici. La famiglia resta unita”

“Siamo una grande famiglia e le famiglie non si disfano. Sinceramente non riesco a vedere il futuro senza questi miei collaboratori…”. Parla Francesca Menarini. E le sue parole sembrano una premessa/promessa di rinnovo contrattuale per i collaboratori in questione, Franco Colomba e Luca Baraldi, lì a prendersi, insieme alla presidente, i festeggiamenti di oltre trecento tifosi rossoblu ancora elettrizzati dal 4-3 sul Genoa. Martedì, San Giorgio di Piano, festa del club: “The Good 40016”: per una sera, l’ombelico del mondo rossoblu. Oltre alla presidente, al tecnico (con il suo vice Franco Ragonesi) e al direttore generale, ci sono Roberto Guana e Davide Succi, insieme al sindaco di San Giorgio, Valerio Gualandi, che fa gli onori di casa. Molti under 30, una marea di bambini (i giovani tesserati del Basca, una delle società affiliate al vivaio rossoblu) e clima da spicchio di gradinata del Marassi dopo il terzo gol di Adailton. E il bello è che una delle più festeggiate è lei, Francesca. Quando posa con la foto insieme al presidente del club Fabrizio Falchieri, scatta il coro cumulativo “Un presidente, c’è solo un presidente..”. In questi giorni Francesca è però soprattutto il presidente che deve decidere quando rinnovare il contratto di Colomba e Baraldi. Partenza lanciata: “Ho dei collaboratori fantastici, primo fra tutti Baraldi, che ha dato stabilità e serenità al nostro gruppo di lavoro”. Il resto l’ha fatto Colomba: “Questa squadra adesso ha una compattezza, una determinazione e una voglia di vincere che prima dell’arrivo di Franco con c’era”. Colomba ringrazia e contraccambia: “Abbiamo attraversato dei momenti di difficoltà, ma la società adesso c’è e si sente”. Adesso che il fantasma di Moggi si è allontanato, e la libera traduzione. “Di Moggi non ho più voglia di parlare”, svicola Francesca. La presidente preferisce concentrare la sua attenzione sul Napoli: “Un’altra squadra in lotta per l’Europa e che verrà a Bologna per provare a vincere. Ma anche il Genoa domenica voleva vincere, e poi…”. E poi c’è la classifica. “Guai montarsi la testa, dobbiamo arrivare a 39-40 punti€, dopodiché potremmo anche divertirci”. Ma i contratti di Colomba e Baraldi? “Presto…”.

Modesto è guarito: “Col Napoli potrei esserci”

A cinque mesi e mezzo di distanza dalla rottura del legamento crociato del ginocchio è tornato in gruppo Massimo Mutarelli: anche se gli servirà ancora un mese prima di essere pronto a giocare. Si aspetta di rimettere piede in campo molto prima Francesco Modesto. “Sono guarito dallo stiramento e spero di esserci già col Napoli – ha detto ieri l’esterno sinistro sul sito ufficiale rossoblu – conosco Mazzarri, perché l’ho avuto alla Reggina: so come prepara le partite e come carica i giocatori. Domenica, come già col Genoa, dovremo usare l’arma delle ripartenze”. Un altro che col Napoli si candida a giocare è Miguel Britos, che potrebbe dare un turno di riposo a Moras (ieri in campo per 70 minuti in Grecia-Senegal 0-2) che, come Casarini e Savio, solo oggi rientrerà sotto le due torri dopo gli impegni con la Nazionale. Ieri Colomba nei due allenamenti ha nascosto la squadra, ma già il test di oggi con l’Anzolavino (Promozione) alle 15 a Casteldebole, fornirà le prime indicazioni. Ieri intanto al centro tecnico c’è stata una rimpatriata tutta ghanese: David Osei, punta del Malba (Eccellenza) ha incontrato il suo illustre connazionale Stephan Appiah.

LA REPUBBLICA

A Bologna tutti pazzi per Colomba, a Napoli invece non l’amarono mai
Quel mister troppo serio che al San Paolo invecchiò dieci anni
Preti, asini e clown all’allenamento per levare il malocchio. Lui andò via, poi tornò per salvarli

La festa. Cori per Francesca a San Giorgio. “Il nostro futuro? Con questo staff”
A cena con Colomba, Baraldi e trecento tifosi. Ieri benedizione pasquale a Casteldebole

La curiosità. Appiah e Osei, abbracci ghanesi aspettando di giocare insieme
Il ragazzo vive a Baricella e fa il calciatore. Il sogno: incontrare il capitano…

Lady Emilia, il calcio e l’amore: “Vi racconto il mio Adailton”
La fidanzata gli aveva chiesto tre gol prima della sfida al Genoa. “Per me gioca sempre benissimo…”
“In estate mi ha riempito la casa di rose, ma da solo in centro non lo faccio andare. In Brasile funziona così”

L’INFORMAZIONE DI BOLOGNA

“Il futuro? Con Baraldi e Colomba”
Bagno di folla al club rossoblù di San Giorgio di Piano per il Bologna di Francesca Menarini. Che rilancia
“Non riesco a pensare a questa società senza la loro presenza”

Mingazzini continua a crescere. Oggi amichevole con l’Anzolavino
Assenti i “nazionali”: la Grecia ha retto solo con Moras

Il laterale scalpita. Forse rientra con la Samp
Modesto: “Che voglia di esserci già domenica”

David, che sogno l’abbraccio del capitano
Osey, giovane attaccante ghanese del Malba in Eccellenza, ha incontrato Appiah
Stephan è il suo idolo: a Casteldebole un fantastico regalo di compleanno


CORRIERE DI BOLOGNA

“Io, Baraldi e Colomba”
Francesca Menarini: “Le buone famiglie non si smontano: non lo vedo un futuro senza di loro” Tornano le voci di offerta di Pozzo per acquistare il Bologna: “Ma non ci facciamo destabilizzare”

Effetto Genoa e prezzi scontati Venduti già 4.500 biglietti
In attacco verso la riconferma di Zalayeta e Adailton

Il Mitico e Maradona: aveva tre piedi
Villa marcò Diego nel ’90 quando il Napoli vinse qui il suo secondo scudetto


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