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Rassegna stampa
07.02.2010 11:10 di Cinzia Saccomanni   articolo letto 139 volte
© foto di Federico de Luca

Arriva il Milan stellare, ma c’è anche una striscia positiva da proseguire. E mister Colomba, per la sfida di oggi contro i rossoneri fa suo un concetto tanto caro ad Ulivieri, quello di “cooperativa”: della serie affrontare gli avversari tutti insieme, su ogni pallone. Confermato il tandem Di Vaio-Gimenez. Oggi sarà una giornata da brividi anche sul fronte dei ricordi: sarà infatti srotolata in torre di Maratona l’immagine di Bulgarelli, ad un anno dalla scomparsa, mentre in terrazza Bernardini sarà allestita una mostra in omaggio a Stefano Chiodi.

Il video


CORRIERE DELLO SPORT - STADIO

Colomba come Ulivieri

Arriva il Milan ma se guardi Franco Colomba ti sembra un sabato come tutti gli altri. Nonostante sia anche il giorno del suo compleanno numero 55. Perché l’uomo che con Bologna e con il Bologna ha un legame strettissimo da due vite è fatto così, non si esalta e non si abbatte mai e anche per l’equilibrio che ha dentro e sa regalare al prossimo ha saputo farsi seguire da una squadra intera. Che con il passare delle settimane sta trovando sempre di più una propria identità. “Il merito è dei miei giocatori, che si applicano e danno tutto sia durante la settimana che la domenica”. Lo sa bene che Bologna sogna di vivere una domenica di festa, ma figuratevi se esce anche solo per un attimo dalle righe. “Al di là di quelli che sono i sogni della nostra gente, credo nella mia squadra, ho un’infinita fiducia nei ragazzi, posso garantirvi che il Bologna è animato da tanti buoni propositi. Ma un conto è volere e un altro è potere, perché non dobbiamo mai dimenticare chi ci troveremo di fronte”. Se oggi dipenderà più dal Milan o dal Bologna? “Dipenderà dal Milan e dal Bologna, è evidente che per fare risultato noi dovremo costruire una grande partita e loro dovranno giocare una partita sbiadita”. Che può accadere, considerato come sta il Bologna e come sta il Milan, ma Colomba tiene a fare una puntualizzazione importante. “Non tiriamo fuori la storia che il Milan non è in salute perché l’ho visto domenica passata in televisione contro il Livorno e ha creato dieci occasioni da gol. Poi, proprio per il fatto che arriva a Bologna dopo tre risultati negativi, il Milan avrà una grande voglia di riscatto e di conseguenza per noi sarà una domenica ancora più complicata”. Nessuno si faccia troppe illusioni, insomma, ecco il messaggio che lancia Colomba, perché quando una grande squadra ha fame chi le sta davanti è chiamato a non sbagliare neanche la punteggiatura se vuole sperare di salvare la pelle. “Di sicuro ci proveremo, la sottolineatura di Colomba, che allontana anche i fantasmi legati alle voci sul domani della società. “Guardate, noi tutti siamo talmente concentrati su ciò che dobbiamo fare che non pensiamo ad altro. Ed è la sacrosanta verità, non una frase di comodo”. Sì, Colomba è stato bravo anche in questo senso perché le divisioni, i contrasti, e i veleni societari avrebbero potuto entrare negli spogliatoi e a quel punto le conseguenze anche sulla classifica sarebbero state addirittura devastanti. Certo, abbiamo già detto che il Bologna vorrebbe regalarsi una gioia, ma cosa dovrà fare per rendere difficile la vita al Milan? E qui Colomba tira in ballo un vecchio cavallo di battaglia di Ulivieri: “Come diceva Renzo, quando ti trovi davanti certi squadroni devi puntare ancora di più sul mutuo soccorso, devi essere cooperativa fino in fondo, altrimenti sono guai seri”. Approfondisce i concetti. “Nell’uno contro uno abbiamo partita persa, ecco il motivo per il quale dovremo essere bravi a pressare, ad aggredire e a raddoppiare via via il giocatore del Milan in possesso della palla. Il Milan va affrontato tutti insieme su ogni pallone perché solo così potremo sperare di mettere un freno all’infinito talento dei suoi giocatori”. Vero, ma va anche detto che, come il Milan fa paura quando attacca, non sembra insuperabile quando si difende . Qual è il pensiero di Colomba sull’argomento? Non è d’accordo sulle difficoltà del Milan per quanto riguarda la fase passiva. “La verità è che difendono tutti, Seedorf difende, Pirlo difende, Beckham difende. Poi, se il Milan è secondo in classifica vuol dire che sul campo sa mantenere sempre equilibri e distanze tra i reparti”. Una volta tanto Colomba non nasconde il Bologna: “Sì, giocherà Gimenez alle spalle di Di Vaio, la posizione dell’uruguaiano tra le linee può darci buone soluzioni”. Chiude facendo il punto sulle condizioni fisiche di Stephen Appiah: “Sta molto meglio, tra una o due settimane dovrebbe essere disponibile”. Della serie: contro la Juventus il ghanese potrebbe andare in panchina.

Colomba e gli intrecci coi rossoneri. C’era il Milan nel suo destino ma la mamma disse no

Franco Colomba e il Milan quarantacinque anni dopo. Sì, perché l’attuale allenatore rossoblu aveva dieci anni quando suo padre lo portò al Dall’Ara a vedere Bologna-Milan. Fu la prima partita che Colomba vide allo stadio. Si divertì, si emozionò, fece festa, alla fine, quella domenica in curva San Luca, “il Bologna vinse 4-1, in campo c’era l’attacco dello scudetto, poi c’erano anche Janich, Fogli e Rivera”. Un anno più tardi ecco che il Milan bussa addirittura alla sua porta. Colomba era in vacanza con la famiglia a Premilcuore e sua madre fu avvicinata da un osservatore del Milan che le chiese se poteva mandare a Milano questo bimbetto che col piede sinistro faceva cantare il pallone. La madre di Colomba gli rispose solo per educazione, ma fu un no secco, figuratevi se poteva mai consentire che suo figlio di dieci anni andasse a giocare a Milano. A quel punto ecco la svolta perché suo padre si convinse a dare una possibilità a Franco e lo portò a fare un provino per il Bologna. Al Bologna arrivò tramite l’osservatore Bicocchi, dopo che Colomba aveva vinto una coppetta come miglior giocatore in un torneo. Il ragazzino Colomba fece bene davanti a Sansone al campo della Virtus e Sansone gli aprì la porta del Bologna, sottolineando che non solo era bravo ma anche furbetto. Volete sapere quando Colomba ha giocato per la prima volta sull’erba del Dall’Ara? Ancora una volta, in qualche modo doveva entrare il Milan nella sua vita. Prima di un altro Bologna-Milan la squadra pulcini rossoblu affrontò il Faenza e tra i ragazzi del Bologna c’era anche Colomba. Fu un’altra emozione estremamente intensa, racconta oggi questo tecnico di 55 anni che finalmente ha potuto coronare un grande sogno, quello di sedere sulla panchina del Bologna. Nei giorni scorsi lo hanno portato alle stelle sia la presidente Francesca Menarini che il direttore generale Luca Baraldi e tutti e due hanno assicurato che una volta presentato il piano industriale la società prenderà in considerazione anche il rinnovo del suo contratto. E’ evidente che saranno decisivi i risultati, ma la volontà di andare avanti insieme c’è tutta, anche da parte dei capi.

IL RESTO DEL CARLINO

Gimenez. Tocca a Big Gim accendere la fantasia del Bologna

Henry Gimenez, per tutti gimmi, è un angioletto di quasi 24 anni (li compie a marzo) che non tradisce emozioni, ferocemente deciso a coltivare il talento che gli ha donato madre natura. Gimmi ha un merito non da poco, quello di aver cambiato la storia di questo Bologna imprigionato da troppo tempo nei suoi cattivi pensieri. Quella con il Milan per lui è la prova di maturità. Gasato dalla frenesia del debutto, mise a soqquadro i piani della Fiorentina. Poi ribaltò la partita col Bari e a Verona gli toccò mostrare il suo livello di europeizzazione giocando da laterale sinistro. Vediamo, gli chiese Colomba imponendogli una partita di spessore tattico, se di te mi posso fidare. Risposta positiva. Col sacrificio e la corsa Gimmi si è guadagnato i gradi di rifinitore ufficiale del Bologna. Prende il posto di Adalton come spalla di Di Vaio e gioca da titolare per la prima volta contro unod ei club più titolati del mondo, roba da chiamare a casa, in Uruguay, per dire alla famiglia di guardarlo in tv. Gimmi ha caricato il Bologna, gli ha fatto dimenticare i suoi acciacchi e il suo destino, ha spinto i dirigenti a puntare finalmente sui giovani, ha squarciato il velo di tristezza che per mesi ha avvolto il Dall’Ara, teatro di una squadra per molti mesi senza allegria, capace soprattutto di consegnarsi una volta alla buona vena di Di Vaio e una a quella di Viviano. In quale ruolo Gimenez esprimerà tutte le sue potenzialità ancora non è chiaro. L’impressione è che in attacco possa giocare dove l’allenatore lo mette. La certezza è che meno gli chiedi di rincorrere il terzino e più Gimmi abbia fiato per illuminare la scena. La speranza è che Gimenez sia oggi per il Bologna ciò che Ronaldinho è per il Milan: il giocatore capace di vincere le partite con due tocchi, uno per sé e uno per il compagno più vicino alla porta. I numeri li ha, il piacere di stupire pure: sembra davvero destinato alle grandi platee, ma deve ancora acquistare l’autostima che gli impedisca di cercare fortuna buttandosi in area, vizio che rischia di costargli qualche problema con gli arbitri. Ditelo a Gimmi che hanno la lista nera dei cascatori e se la passano l’un l’altro. Se ti appiccicano addosso l’etichetta, poi non riesci più a levartela. I giovani del Bologna non sono tanti e gli stenti della squadra li hanno tenuti a debita distanza dai loro sogni. Non si può, diceva Colomba, responsabilizzarli troppo finché c’è da soffrire le pene dell’inferno. Poi è arrivata l’ora di Gmenez e al diavolo gli equilibri e le regole: se uno è bravo sul serio, gioca sempre, anche se non ha esperienza. Oggi è la prima di Gimmi nel ruolo che preferisce, con un ‘dieci’ ideale sulle spalle, con lo stimolo della sfida a uno che ha vinto il pallone d’oro e che sa ancora incantare la platea. Coraggio Gimmi, dopo aver riportato a Bologna una ventata di gioventù e il piacere di scoprire una gradevole novità, ora ha l’occasione che aspettava: mettere in crisi una grande per togliere definitivamente dalla crisi la sua squadra.

La sorpresa. Berlusconi allo stadio? Non è da escludere

Non ci sarà il tutto esaurito allo stadio Dall’Ara per la partita del Bologna col Milan. Le proiezioni parlano di trentamila spettatori circa. Ieri, fra abbonati e biglietti venduti, gli spettatori sarebbero stati circa 24mila. Ma questa mattina alle ore 11 i botteghini saranno aperti, le previsioni non danno maltempo e la quota è destinata ad aumentare. Fra gli spettatori difficilmente ci sarà il premier Berlusconi, anche se nelle ultime ore la voce che il presidente del Milan sarebbe stato in tribuna si era fatta insistente. A proposito di amici. Oggi il Bologna ricorderà Giacomo Bulgarelli, scomparso il 12 febbraio dell’anno scorso. Lo farà esibendo la gigantografia del grande capitano rossoblu sulla facciata della Torre di Maratona.

Sfidare le stelle del Milan: la prima cosa bella per Buscè

A Empoli ha speso sette anni della sua carriera e giocato la sua ultima partita da titolare, il 6 novembre, seppure con la maglia della Reggina. Sempre in Toscana ha conosciuto Antonini e Abate, oggi titolari al Milan, ma all’epoca relegati in panchina per fargli spazio. Se Antonio Buscè, qualche anno dopo, sia ancora in grado di tenerli a bada, lo sapremo questo pomeriggio: tre mesi dopo la sua ultima apparizione da titolare, Colomba ha deciso di dargli la chance che stava aspettando: quella dell’esordio da titolare in rossoblu. “Corsa, sostanza, abile di testa e di pied. Può fare tutta la fascia destra”: così lo descrive l’avvocato Cardi, che è il suo agente. Il segno particolare di questo ragazzo di 34 anni, alla sua diciassettesima stagione, è però il vizio del gol. Da quattordici stagioni a questa parte ha sempre segnato almeno un gol all’anno: anzi, solo nella stagione 2003/04 ne ha segnato uno solo, in tutte le altre ha viaggiato tra i due e gli otto. Insomma, statistiche alla mano, considerato che una rete l’ha realizzata a inizio stagione con la maglia della Reggina, qualche gioia dovrebbe riservarla anche in rossoblu. Buscè nella sua avventura al Bologna è partito dall’esordio di Firenze: subentrato al quarto d’ora della ripresa a Raggi, ha giocato 38’ uscendo con uno stiramento al bicipite femorale della gamba sinistra. Ora la vera chance.

In difesa. Portanova c’è. Moras-Britos: l’unico dubbio

Moras o Britos in coppia con Portanova? L’unico piccolo dubbio questa volta alberga in difesa. Colomba anche nella rifinitura di ieri ha provato il difensore greco nella linea dei quattro davanti a Colombo: segno che la contusione alla schiena rimediata a metà settimana è stata completamente assorbita. L’idea però che Britos, per caratteristiche fisiche, sia più adatto a frenare gli slanci di Borriello, induce a conservare un piccolo margine di dubbio. Gli altri dieci undicesimi del Bologna anti Milan sono invece una certezza. Nutrita la lista di quelli che oggi si dovranno accomodare in tribuna: oltre a Zalayeta (affaticamento muscolare, come Marazzina), danno forfait Pisanu (che ha due linee di febbre) e Mingazzini, che si aggiungono a Viviano, Appiah e Mutarelli: “Con Mingazzini abbiamo commesso l’errore di affrettare i tempi di recupero”, diceva ieri Colomba: “Contiamo però di averlo col Livorno”. Altre due-tre settimane di quarantena, invece, per Appiah. Della serie: quando mai lo vedremo in campo.

LA REPUBBLICA

Colomba ai piedi del gigante Milan. “Bologna piccolo, però fiducioso”
Il tecnico chiede a Gimenez-Di Vaio il regalo di compleanno

“Io e Giacomo, le ultime bandiere”
Rivera e la coppia che non si fece: meglio così, la sua storia era da voi
Milan per la prima volta al Dall’Ara dopo la morte di Bulgarelli: il 12 sarà un anno

Il ricordo. Il volto del capitano sulla torre e i cimeli di Chiodi in sala vip


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