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© foto di Federico De Luca
Di Vaio e Gimenez. Sono loro gli indiziati principali per la coppia d’attacco nel Bologna formato 4-4-1-1 che domenica scenderà in campo contro il Milan. Due squadre di cui, cifre alla mano, viene analizzato l’abisso negli stipendi. In primo piano continuano a restare anche le vicende societarie. Sono attese per l’inizio della prossima settimana, anche se non si esclude una presa di distanza ufficiale prima di quella data, novità per quanto riguarda la Meleam e la possibile cessione al gruppo pugliese.
CORRIERE DELLO SPORT – STADIO
Bologna, ecco il modulo giusto
Il modulo della provvidenza. Come nel campionato passato. Il Bologna si mette sul campo 4-4-1-1 ed ecco che subito la sua vita cambia. Ora, come ha dichiarato nei giorni passati anche Franco Colomba, non può essere solo uno schema a rendertela a rendertela di colpo bella e gradevole, anche l’atteggiamento con il quale ti presenti davanti agli avversari ha una sua importanza, come anche a seconda della convinzione che hai addosso riesci più o meno a farti valere e rispettare, ma detto questo vanno fatte alcune aggiunte. La prima: tu fai bene una cosa quando sei convinto di saperla fare, e tanti giocatori del Bologna si rendono conto che questo modulo si sposa bene con le loro caratteristiche. La seconda: il 4-4-1-1 è uno schema che assicura grande protezione alla difesa, sia sui lati che in mezzo, casomai può diventare per certi versi prevedibile e scontato nella fase di attacco. Ebbene, il Bologna non corre neanche questo pericolo, perché Di Vaio si esalta quando può lavorare da solo in attacco e decidere via via quali movimenti fare. E allora evviva questo modulo, che ancora una volta ha consentito al Bologna di ritrovare i giusti equilibri e le giuste distanze tra i reparti e di conseguenza di ritrovarsi. Leggete in numeri e capirete quanto il Bologna abbia tratto benefici da questo cambiamento di modulo. All’atto pratico, dal giorno in cui Colomba ha deciso di buttarsi sulla strada del 4-4-1-1 (o 4-4-2 se preferite) rinunciando al 4-3-1-2 la media punti a partita è passata da 1,17 a 1,6. A questo punto uno potrà dire che la difficoltà degli impegni è figlia anche degli avversari che via via sei chiamato ad affrontare, ma al di là di ciò anche un bambino capisce che rispetto a prima il Bologna è sistemato meglio sul campo a soffre di meno quando sono gli avversari a giocare il pallone. Soprattutto sui lati: ora con due esterni sia a destra che a sinistra non ha alcun problema mentre prima doveva scalare con continuità la mezzala e non sempre certi meccanismi funzionano. Va detta anche un’altra cosa, non di sicuro di poco conto: il Bologna ha costruito il suo mercato di riparazione pensando al modulo che Colomba ha scelto per la sua squadra da qui alla fine del campionato. Non a caso ha acquistato Buscè e Pisanu per la fascia destra, non a caso ha acquistato Modesto per la fascia sinistra, perché tutti e tre hanno la capacità di saltare l’uomo e andare sul fondo per mettere il pallone in mezzo all’area. Il discorso è uno solo: se tu vuoi portare avanti questo modulo obbligatorio che tu abbia un certo tipo di giocatore sulle fasce, altrimenti sei costretto a entrare sempre dentro al campo e dopo un paio di volte gli avversari capiscono la tua intenzione e ti chiudono la via. Come è successo contro l’Atalanta, tanto per fare un esempio: è vero che il Bologna era modellato sul 4-4-2, ma è anche vero che non giocava mai sui lati, perché Valiani fa fatica a saltare l’uomo (ha altre caratteristiche) e Casarini non è un esterno ma un centrocampista centrale.
Assalto Meleam tra veleni e sospetti. Quando l’acquisto del club diventa una vetrina
“Come, ancora la Meleam, ma chi sono, chi hanno dietro?”. Questi interrogativi se li sono posti anche ieri mattina quelli che a Casteldebole rappresentano il governo del Bologna. Perché è vero che nei giorni dell’insediamento di Luca Baraldi questa azienda aveva fatto un’offerta che era stata ritenuta assolutamente inadeguata, perché è vero anche che il Bologna le ha fornito il bilancio da analizzare (come d’altra parte ha fatto con tutti coloro che in questi mesi si sono dimostrati interessati all’acquisto della società rossoblu), ma la proprietà non si spiega i motivi per i quali la stessa azienda sta cercando in tutti i modi di forzare la mano su questa storia, facendo circolare anche la voce che avrebbe già presentato una nuova importante offerta. Raccontiamo cosa ci disse un paio di settimane fa Raffaele Di Monda, l’avvocato che dalla Meleam ha avuto la procura per l’acquisto di una società di calcio. “Siamo gente seria e solo io posso parlare dell’argomento. No, non vogliamo acquisire una società di calcio attraverso i giornali, noi siamo abituati a lavorare a fari spenti”. Appunto. Senza dimenticare che in quello stesso giorno vai a sapere vai a sapere chi parlò della trattativa a nome dello stesso Di Monda in una radio di Bologna. Sempre quel giorno l’amministratore delegato della Meleam (un’azienda che pare vanti amicizie con manager di calcio importanti radicati in Campania) Pasquale Bacco non riuscì a spiegare come mai certe telefonate erano partite dal suo numero aziendale. Le parole dette martedì sul tema dalla presidente Menarini. “Macchè trattativa avviata, noi siamo pronti ad andare avanti serenamente anche da soli, così come siamo pronti a prendere in considerazione offerte serie e adeguate. Le aspettiamo, se arriveranno le verificheremo. Per il momento non sappiamo neanche chi ci sia dietro questa azienda”. Non ha aggiunto che il Bologna la ritiene un’azione di disturbo nei confronti dell’attuale società e dell’attuale manovratore Luca Baraldi. Che ha commentato così queste continue voci. “Sto lavorando sul piano industriale, ma se arriverà la Meleam me ne andrò in un minuto, perché sono venuto con i Menarini e tutto il resto non mi interessa”. Certo che è paradossale, da una parte c’è un Bologna che lavora sul domani e per il domani e riscatta giocatori (vedi Gimenez), dall’altra c’è chi fa sapere che presto rileverà la società rossoblu. Allora dove sta la verità? Arriverà questa nuova offerta? E’ già arrivata? E se è già arrivata, quale decisione prenderà la proprietà? O meglio: deciderà la presidente Francesca che è fortissimamente intenzionata ad andare avanti ora che Baraldi le ha fatto rivedere la luce o deciderà il patron, che almeno a sentire i suoi amici più stretti sembra un po’ meno convinto della figlia? Aspettiamo i fatti per dare una risposta a tutti questi interrogativi. Intanto, dopo l’accostamento di Giovanni Consorte alla Meleam, ieri l’ex presidente Unipol ha dichiarato quanto segue. “Non so chi siano e al di là di ciò non ho mai pensato e non sto pensando di rilevare il Bologna”. Alla prossima puntata.
IL RESTO DEL CARLINO
Meleam, storia di intrighi e di potere. Il “no” è vicino
Ancora pochi giorni o poche ore per sapere se questa storia della Meleam pronta ad acquistare il Bologna sta in piedi oppure no. Lunedì 8 febbraio scadono i termini dell’accordo. Liberi gli acquirenti e libero il Bologna di chiudere seduta stante o di andare avanti. Meleam è una società con diverse sedi in Puglia, che fornisce servizi per le imprese. Nei mesi passati ha preso contatti con Gallipoli e Bari per rilevarne le quote, prima di puntare con decisione sul Bologna. Ebbe udienza da Renzo Menarini a fine novembre, nei giorni successivi all’ingresso in società di Luca Baraldi. Dapprima il geometra si mostrò scettico ma con il passare dei giorni cambiò atteggiamento e decise di varare un progetto di ricapitalizzazione che lasciava spazio all’ingresso di nuovi azionisti, anche di maggioranza. L’uomo di spicco della Meleam è l’avvocato napoletano Raffaele Di Monda. Egli stesso si è dichiarato tifoso juventino ed estimatore di Luciano Moggi Alla ribalta calcistica Di Monda balzò quando impugnò la sentenza della Federcalcio che il 27 luglio del 2006 revocò alla Juventus lo scudetto marchiato ‘Calciopoli’ per consegnarlo all’Inter. Non esistono elementi certi per sospettare che dietro questa vicenda, nella veste di ispiratore, ci sia Luciano Moggi. Solo indizi. Il principale è questo: quando, subito dopo l’ingresso di Luca Baraldi nel Bologna, la Meleam contattò Renzo Menarini, il ‘Carlino’ interpellò il geometra che elargì un consiglio: “Lasciate stare”. Chi o che cosa lo abbia poi indotto, un mese fa, a chiedere a sua figlia Francesca e a suo figlio Alessandro (presidente di Aktiva, la finanziaria di famiglia) di firmare il preliminare di accordo con la Meleam e di concedere la visione dei conti, non è dato di sapere. E non è detto che sia lecito formulare questa equazione: se la Meleam è amica di Moggi e se Menarini è amico di Moggi, la Meleam e il Bologna possono diventare amici. Un altro indizio non probante lo ha fornito lo scetticismo manifestato pochi giorni fa da Francesca Menarini: “Per me questa storia non ha ancora la dignità di una trattativa vera e propria. E non l’avrà finché non sapremo con precisione chi siano i nostri interlocutori”. Ce n’è abbastanza per capire che Francesca da questa Meleam ne voglia meno di zero. Luca Baraldi sta con lei. Tutto il Bologna sta con lei. Anche il geometra sembra, a oggi, più propenso a chiudere questa complessa partita, piuttosto che andare a vedere le carte. I dirigenti temono che la squadra entri nello stesso limbo creato la scorsa estate dalla trattativa con Taci. Lunedì è vicino, ma di mezzo c’è la partita con il Milan: non è il caso di concedersi distrazioni. La Meleam offre 20 milioni per l’intero pacchetto azionario e si dice disposta a onorare l’impegno entro il 2013. Ha sperato di agganciare Giovanni Consorte, la sua banca d’affari e ancora di più il suo teorico progetto di azionariato popolare, che prevede (o prevedeva) uno zoccolo duro e la partecipazione di tanti piccoli azionisti, ma ha giocato d’anticipo, provocando la smentita dello stesso Consorte. In breve: “Non sono regista di alcuna operazione e mi sono del tutti sconosciuti i protagonisti di questa vicenda”. Qualcuno disposto a presentare Meleam a Consorte c’era, ma si sarebbe adoperato solo se il potenziale acquirente del Bologna avesse rivelato la propria identità e dimostrato di avere un capitale in grado di reggere nel tempo l’onda d’urto delle spese. Molto presto, al più tardi lunedì prossimo, ma non è da escludere che il Bologna giochi d’anticipo, sapremo se sulla scena entra la Meleam e dalla stessa scena scompare Baraldi o viceversa. Fossimo nei panni di uno scommettitore, punteremmo con decisione sul “viceversa”.
Davide contro Golia. Con gli stipendi non c’è gara. Sul campo è un’altra storia.
Di là Ronaldinho, di qua Lanna: un pallone d’oro contro l’ex brutto anatroccolo rossoblu che peraltro da un po’ di tempo a questa parte ha cominciato la sua faticosa marcia di avvicinamento allo status di cigno. Se domenica Ronaldinho e Lanna non si troveranno a duellare sul prato del Dall’Ara è solo perché non agiranno sulla stessa corsia. Ma se si pensa che l’ingaggio del brasiliano vale, da solo, più della somma degli ingaggi degli undici potenziali titolari di Colomba, si capisce facilmente che, dal punto di vista del portafoglio, Bologna-Milan nemmeno si dovrebbe giocare. E invece il bello del calcio è che qualche volta Davide riesce a stendere Golia: o almeno ci prova. Di ‘Davidi’ rossoblu contro i Golia rossoneri a leggere in anticipo i due probabili schieramenti non c’è che l’imbarazzo della scelta. Prendete il ruolo di ala destra. Di Beckham il Magnifico sono piene tutte le cronache. Il signor Adams (marito dell’ex ‘Spice’ Victoria) lo scorso anno ha accantonato sul proprio conto corrente un gruzzolo di 32,4 milioni di euro, cifra faraonica a cui si arriva sommando l’ingaggio ai diritti d’immagine e ai soldi degli sponsor. Al suo confronto – introiti stagionali alla mano – sfigurerebbe chiunque non solo l’onesto pedalatore Buscè che ieri Colomba ha provato nel ruolo di esterno destro di centrocampo, e che fino a un mese fa si accomodava in tribuna in serie B con la Reggina. Storie diverse, scenari diversi, obiettivi che più diversi non si potrebbe immaginare: a cui, ovviamente, si adeguano anche i budget. In comune, peraltro, Bologna e Milan hanno proprio la necessità di tagliare le spese. Il club rossonero ha cominciato a farlo nell’ultima estate: tra cessioni eccellenti (Kakà al Real Madrid) e riduzione degli ingaggi, il monte stipendi di via Turati ha subito un ridimensionamento del 20 per cento. Nel suo piccolo il digì rossoblu Luca Baraldi sta battendo la stessa strada: i 16 contratti in scadenza a giugno consentiranno al Bologna di snellire le spese correnti programmando al ribasso quelle future. Intanto domenica si gioca. Colomba sa bene che gli ingaggi disegnano una gerarchia di forze che arride al gigante rossonero: ma sa anche che non saranno gli stipendi dei ventidue in campo a orientare il corso dei novanta minuti. Peseranno di più la tattica, lo stato di forma dei giocatori e le loro motivazioni. Per questo al grido di “i soldi nella vita non sono tutto” il Davide rossoblu sta cercando la fionda.
Gimenez più avanti, Adailton ‘vede’ la panchina
Gimenez c’è, ma in coppia con Di Vaio, nel cuore dell’attacco, ruolo che col Chievo è stato di Adailton. C’è anche Buscè, abile e arruolato e in vantaggio su Pisanu e Casarini per fare l’esterno destro del 4-4-2 che sarà la veste tattica dei rossoblu col Milan. Altre indicazioni del test in famiglia di ieri. Britos e Moras (che ha assorbito la contusione alla spalla) si giocano una maglia al centro della difesa. Di Vaio ieri non ha giocato la partitella, ma solo per risparmiargli un’inutile fatica. Succi è pronto e col Milan potrebbe fare il cambio a Gimenez. Zalayeta, schierato tra le riserve, ha raggiunto lo spogliatoio prima del tempo per un lieve affaticamento muscolare. Affaticato lui e affaticato Marazzina: curioso ‘gemellaggio’ per due che il campo rischiano di vederlo col binocolo. Il campo non lo vede lontanissimo il convalescente Viviano: “Spero di rientrare col Livorno”, ha fatto sapere ieri il numero uno rossoblu.
LA REPUBBLICA
Gol, dribbling e fantasia. Gimenez non si toglie più
Colomba ha scelto, è lui la spalla di Di Vaio
Zalayeta viene dopo Succi, cosìm cambia l’attacco
L’uruguagio può uscire dalla lista dei convocati
Davanti c’è ressa, e ieri il Panteron è stato pure costretto a fermarsi
Il rebus societario. Francesca pressa il padre per stoppare la Meleam
La palla al geometra, lunedì la svolta
Dirige Mazzoleni, il bergamasco che tifa Fortitudo