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Rassegna stampa
03.02.2010 12:11 di Cinzia Saccomanni   articolo letto 104 volte
© foto di Federico De Luca

La presentazione di Andrea Pisanu, che mette in primo piano tutta la sua voglia di mettersi alle spalle l’inattività di Parma ed essere da subito al servizio del Bologna, è l’occasione per la dirigenza per fare il punto sul mercato appena concluso e sulle prossime strategie. E un ruolo chiave lo avrà mister Colomba: la sua riconferma pare sempre più dietro l’angolo.

CORRIERE DELLO SPORT – STADIO

“Bologna, pagina muova”

Come un mese di risultati positivi ti cambia la vita e te la fa vedere anche tutta bella. Francesca Menarini in mezzo, alla sua destra Luca Baraldi e alla sua sinistra Fabrizio Salvatori, è il martedì in cui la triade del Bologna si regala grandi complimenti per come ha saputo muoversi sul mercato, “abbiamo portato a Bologna giocatori importanti senza spendere neanche un euro”, e vede anche una luce intensa nel domani, perché entro tempi brevi Baraldi presenterà il suo piano e la presidente rossoblu assicura che a quel punto il Bologna volterà definitivamente pagina. Sì, definitivamente, perché almeno in parte l’ha già voltata, considerata la politica portata avanti sul mercato e anche il progetto tecnico relativo allo scambio di giovani con altre società. Sentite la Menarini: “Abbiamo migliorato la nostra situazione sia dal punto di vista finanziario che patrimoniale, posso dirvi che sta nascendo il nostro nuovo piano industriale e che ora come ora siamo nella fase della razionalizzazione. Credetemi, tutto ciò mi rende serena, e non solo perché abbiamo fatto un bellissimo mercato”. Ancora la presidente: “Il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle, da ora in avanti potremo solo migliorare”. Cambiano i temi, Francesca Menarini ha risposte ferme e decise su tutto. “Ci siamo avviati su un percorso che guarda al futuro, e il bello è che possiamo anche guardarlo con grande serenità”. Ma la Meleam vuole davvero il Bologna? Si può quanto meno parlare di trattativa avviata tra le parti? E qua di colpo la presidente del Bologna diventa seria. “A tutt’oggi non conosciamo neanche i soggetti appartenenti alla Meleam, e allora è inutile mettersi qui a fare un trattato su questa storia. Al di là di ciò non rinneghiamo quello che diciamo da tempo e cioè che siamo pronti ad accettare proposte di entrata in società da parte di qualcuno”. Ma se non arrivasse nessuno, cosa succederebbe? “Guardate, ritengo che il Bologna possa fare bene con noi, è vero che fin qua abbiamo commesso alcuni errori, ma è anche vero che abbiamo voltato pagina e cominciamo una nuova vita”. La Menarini chiude regalando un pensiero dolce come il miele a Franco Colomba. “Sta facendo benissimo, è un uomo della famiglia e dell’azienda, e ritengo che possa rappresentare anche il domani del Bologna. Certo, ci confronteremo più avanti sulla sua riconferma, no, non aspetteremo giugno, è sicuro”. Fin qua la presidente, poi il direttore generale. Baraldi parla da uomo di calcio, sapendo bene che dall’oggi al domani certi scenari possono capovolgersi. “Per quanto riguarda il mercato abbiamo pensato al domani, non solo all’oggi, portando negli spogliatoi uomini importanti. Abbiamo alle spalle un mese intenso che ci ha regalato punti che valgono una fortuna, ma stiamo calmi e manteniamo i piedi per terra, altrimenti rischiamo di tornare da subito punto e a capo”. Baraldi fa un bilancio del mercato, tirando sempre l’acqua al suo mulino. “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissi, e al tempo stesso il Bologna non ha ceduto nessuno, rinunciando anche a offerte economiche davvero allettanti”. E’ solo l’inizio, si fa fatica a stargli dietro tanto corre forte. “Il Bologna non ha fatto cassa, non ha speculato, ha finito per fare un mercato diverso da quello che sembrava dovesse fare in un primo momento. Certo, a cominciare dalla cessione di Britos. Ringrazio la proprietà che ha investito sul nostro progetto e ringrazio anche Colomba che lo ha abbracciato in pieno. Abbiamo davvero un grande allenatore e un grande uomo”. Allora il Bologna scherzava quando diceva che serviva come l’aria un giocatore che desse i tempi di gioco? No, non scherzava, ma voleva solo Baronio, almeno a sentire Baraldi. “Lunedì mattina pensavamo che l’operazione fosse fatta, poi Lotito ci ha avvertito che non poteva più darcelo. E’ vero, avevamo anche l’opzione Iori, ma il Chievo non ce lo ha dato”. Strano, perché Giovanni Sartori ha sempre detto sotto sotto che sarebbe stato pronto a mollarlo prima in cambio di Valiani e poi anche senza contropartite tecniche una volta acquistato un nuovo centrocampista (e lunedì ha portato a Verona Bianchi del Piacenza). Se il Bolgona è corto a centrocampo e rischia di vivere di affanni in caso di infortuni e squalifiche? Su una lavagnetta di carta Baraldi fa riportare l’abbondanza che Colomba ha anche in questo reparto. “Abbiamo sei giocatori per due posti”, la sua puntualizzazione. Vero, peccato che Appiah sia disponibile solo tra 3 settimane e (soprattutto) abbia alle spalle due anni di inattività e che Mutarelli abbia ancora bisogno di due mesi di lavoro dopo l’intervento al legamento crociato. Senza dimenticare che Mudingayi è sempre a rischio ammonizioni, che Guana tira la carretta da agosto, che Mingazzini è alle prese da un paio di mesi a questa parte con continui guai muscolari e che Casarini è ancora un ragazzo, di prospettiva quanto si vuole, ma sempre un ragazzo dell’89. Il finalino spetta a Zalayeta. Dice Baraldi: “Il Siena è andato sul giocatore come è andato anche su Portanova e Mudingayi, noi non volevamo cederlo”. Allora si metta d’accordo con Daniel Delgado, il procuratore dell’uruguaiano, che sostiene il contrario e proprio non riesce a capire perché il Bologna volesse darlo via.

Presentato ieri Pisanu. Alza felice la nuova maglia col numero sette

Andrea Pisanu è un ragazzo felice, avendo ritrovato il giocattolo del cuore, dopo una lunga metà di stagione passata a guardare i compagni giocare. A Bologna ha la speranza di ritrovare quella serie A che aveva perso con la retrocessione del Parma del 2008. “Ringrazio Baraldi che mi ha regalato il Bologna, quello che ho fatto in questi anni lo devo soprattutto a lui”. E’ il giorno in cui Pisanu si presenta alla gente di Bologna, e lo fa a bassa voce, con l’umiltà di chi sa di doversi mettere a disposizione sia di Franco Colomba che della squadra intera. “Tengo a dire che fisicamente sto bene, che l’ultimo acciacco l’ho avuto a luglio nel corso del ritiro estivo e che da allora a oggi mi sono sempre allenato regolarmente. La verità è che sono rimasto fuori solo per scelta tecnica. Ho una voglia pazzesca di sentirmi di nuovo un giocatore vero, in questi mesi il campo mi è mancato come l’aria, non ce la facevo più”.

Mingazzini, allenamento differenziato. Raggi in gruppo

Ripresa degli allenamenti in una Casteldebole sempre più innevata per i rossoblu, che saranno costretti per tutta la settimana ad allenarsi sul campo secondario, l’unico disponibile del centro tecnico. Notizie agrodolci per Franco Colomba dall’infermeria: terapie e allenamento differenziato per Nicola Mingazzini, mentre Andrea Raggi si è aggregato regolarmente al gruppo. Ancora fuori dunque il centrocampista,, che ha corricchiato a bordo campo insieme a Gigi Lavecchia – ai box per un acciacco alla schiena – cercando di captare sensazioni positive da quel benedetto polpaccio destro già infortunato contro la Lazio a fine novembre (ma non solo: già altre volte nella sua avventura rossoblu Mingazzini aveva dovuto fermarsi per un problema a quella parte della gamba) e che è tornato a dargli fastidio nell’allenamento di venerdì, costringendolo a saltare il Chievo. E’ chiaro che la situazione del mediano è delicata e lo staff medico rossoblu vuole vederci chiaro prima di riportare in gruppo il giocatore e non intende rischiarlo, considerando anche le temperature rigide di questi giorni: la sua presenza con il Milan è a rischio. Tutto a posto invece per Raggi: lo scivolone del Bentegodi che aveva provocato una lieve iperestensione della gamba non ha lasciato conseguenze e ieri il difensore ha svolto tutto il lavoro insieme ai compagni. Con il gruppo si sono allenati anche Appiah – che tra venti giorni potrebbe tornare totalmente a disposizione – e Zalayeta, rientrato dopo una settimana di influenza e una capatina a Napoli per risolvere questioni legate al permesso di soggiorno. Ancora fuori Buscè, che si è allenato a parte e spera di recuperare per il Livorno, e Viviano, che ieri ha curato l’alluce del piede sinistro, fratturato, con un intenso lavoro in piscina. Fermo invece Marazzina, che ha accusato un risentimento al quadricipite della coscia destra e si è sottoposto alle terapie del caso. Oggi la squadra sosterrà una doppia seduta, mentre comincia a crescere la febbre per il Milan: a ieri, sono già oltre 20.000, tra abbonati e biglietti venduti, gli spettatori che sicuramente saranno al Dall’Ara domenica per il big match contro i rossoneri.

IL RESTO DEL CARLINO

Promosso. Colomba, la conferma è sicura

Alla sua destra aveva Andrea Pisanu, fresco di rossoblu, e in mente Giambattista Vico, filosofo napoletano. Baraldi lo cita per presentare il giocatore che voleva a tutti i costi portare a Bologna: “La storia si ripete: Pisanu lo portai a Parma e adesso è di nuovo con me”. In prestito dal Parma, però: “Ma sono certo che rimarrà a lungo con noi”. Il progetto, che Baraldi sta preparando e che presto illustrerà alla proprietà, prevede giovani come Pisanu, comunque lo svecchiamento della rosa, ma prima di ogni altra cosa la certezza di poter discutere il tutto con un tecnico destinato a rimanere e a sviluppare le idee. Quel tecnico c’è già, è considerato da Francesca Menarini “uno di famiglia e competente” e da Luca Baraldi “bravo, bravissimo, un grande allenatore”: quel tecnico è Franco Colomba. Firmerà il rinnovo del contratto quando Baraldi avrà avuto dalla proprietà l’ok a procedere, quindi a fine marzo. Poi, va da sé che quel contratto conterrà una postilla: nel caso in cui le cose dovessero andar male, è come se avessimo scherzato. Ma in ‘quel’ caso, a chiudere i bagagli non sarebbe solo Colomba: a ruota lo seguirebbe la dirigenza. Sull’uscio, incerta come i gatti, col muso dentro e le zampe fuori, ci sarebbe la Meleam. Parola di Francesca: “Noi ascoltiamo tutti, ma prima di impostare una trattativa vorremmo chi rappresentano esattamente gli uomini che abbiamo conosciuto noi. Voi parlereste di affari con una controparte che non si mostra?”. Domanda di efficace retorica, anche se vero è pure che dal 21 gennaio Antonello Carpentieri ha, per conto della Meleam, in mano tutte le carte necessarie per la ormai famigerata ‘due diligence’, che a Bologna dopo le esperienze vissute in diretta seguendo passo passo prima Tacopina poi Taci (un altro che non si mostra e che non si arrende) è considerato un ottimo sistema per ottenere un po’ di visibilità a parametro zero. La presidente non vorrebbe che a tenere banco fosse il destino del Bologna. La conferenza stampa è nata a scopo autopromozionale. Ovvero: siamo in bolletta, però siamo anche cresciuti rispetto al passato, se è vero che il nostro mercato è stato ben giudicato da tutti. O quasi. Fa eccezione chi immaginava anche l’ingresso di un centrocampista centrale. Baraldi spiega: “Ieri mattina Baronio, parola di Lotito, era nostro. Poi alla Lazio è saltato non so quale affare e la nostra trattativa è sfumata. Un regista lo abbiamo cercato inutilmente, un giocatore da mettere lì per fare numero, anche per non appesantire il bilancio”. Un giocatore che da molti mesi è lì solo a far numero si chiama Massimo Marazzina. Dice Baraldi: “Massimo è un professionista serio, sa bene che a Bologna guadagna quanto ottanta metalmeccanici. Alcuni mercati stranieri rimangono aperti, non è detto che Marazzina rimanga qui”. Qui, per cinque stagioni, rimane Gimenez. L’ultima parola spetta di diritto a Fabrizio Salvatori, che ha scovato Big Gim in Uruguay: “Era in prestito e abbiamo fatto valere la nostra opzione per acquistare il cartellino. Ora Gimenez è tutto del Bologna: ha firmato per cinque stagioni”.

La svolta. Corri Bologna, corri. La salvezza è sulla fascia

E adesso, caro Franco, hai voluto la bicicletta sulle fasce? E allora pedala… Di strada in effetti ne dovrà fare parecchia Colomba per trasformare in soluzioni concrete l’ampio ventaglio di opportunità, legato soprattutto alle corsie esterne, di cui dispone il Bologna uscito rinnovato dal mercato di gennaio. Quattro dei cinque rinforzi che la coppia Baraldi-Salvatori ha portato in dote al tecnico rossoblu (ovvero Buscè, Savio, Pisanu e Modesto) sono esterni d’attacco (anche se Buscè e Modesto, all’occorrenza, possono anche abbassarsi sulla linea dei difensori). Se si pensa che anche Gimenez nasce come esterno d’attacco e che gli stessi Zenoni e Lavecchia, pure in questo momento marginali, recitano quella parte, si capisce in fretta dove si sposterà, da qui a maggio, il baricentro del gioco rossoblu. Fasce, fasce e ancora fasce: è da lì che Colomba intende far arrivare i rifornimenti per i vari Di Vaio, Succi e Zalayeta. Una scelta consapevole e in parte obbligata, nel momento in cui è sfumato in extremis l’ingaggio di un organizzatore di gioco alla Baronio, che avrebbe fatto mutare le strategie, spostando l’asse della manovra verso il centro del campo. Al tirar delle somme, invece, in mezzo al campo i centrocampisti ‘puri’(aspettando i ritorni di Appiah e Mutarelli) sono quattro: Mingazzini, Mudingayi, Guana e Casarini. Un numero ideale per le soluzioni tattiche che ha in mente Colomba (4-4-2, 4-4-1-1 e 4-2-3-1 laddove due giocano e gli altri due si accomodano in panchina) ma troppo esiguo per puntare in pianta stabile su un centrocampo a tre, nelle due variabili del 3-5-2 e del 4-3-3. Come si evince anche da queste considerazioni, il ‘nuovo’ Bologna punterà tutto sulle corsie esterne, dove Colomba adesso può contare su un numero infinito di soluzioni. C’è il ‘cavallone’ alla Buscè, che sulla corsia destra in carriera si è sciroppato tutta la fascia e che potrà rappresentare una valida soluzione non appena avrà recuperato dallo strappo rimediato contro la Fiorentina il 17 gennaio. Sulla corsia opposta tutta la squadra ha già toccato con mano i benefici derivati dall’innesto di Modesto, uno che garantisce cambio di passo e assist col contagiri per gli attaccanti. Delle doti tecniche di Pisanu, che rappresenta il classico esterno destro d’attacco, non è lecito dubitare: semmai a Colomba toccherà togliergli di dosso la ruggine che il ragazzo ha accumulato a Parma tra panchina e tribuna. Poi c’è Savio. Idea personale di Salvatori, come ha rivelato ieri Baraldi, ma già chiodo fisso di Colomba, se è vero che il ‘peperino’ (definizione dello stesso Colomba) in allenamento salta tutti come birilli e si candida già a una mezzora di qualità in partita. Senza dimenticarsi di Gimenez, che di nuovo Colomba ha definito “uno degli acquisti di gennaio”. Esterno puro l’uruguaiano non è, nel senso che confinarlo sulla fascia lontano dal cuore dell’area avversaria sarebbe un autentico harakiri. Se invece Gimenez fa della fascia il punto di partenza delle sue scorribande verso la porta, allora il discorso cambia. Lo sa bene Colomba, che domenica al Bentegodi ne ha avuto la prova. Più facile che da ora in avanti Gimenez agisca da seconda punta nei paraggi di Di Vaio: alla Adailton, per intenderci. Tanto, sulle fasce c’è solo l’imbarazzo della scelta per individuare gli uomini assist.

Pisanu, una rivincita da prendersi

Lo manda Guidolin: solo indirettamente, però. Nel senso che con Guidolin in panchina a Parma in un anno e mezzo Andrea Pisanu ha visto il campo appena 11 volte (e tutte nello scorso campionato di B). Poiché non aveva più voglia di passare le sue domeniche da oggetto misterioso in tribuna, quando il suo ‘vecchio’ amico Luca Baraldi (“fu lui nel 2004 a portarmi al Parma”) gli ha fatto una telefonata non ci ha pensato un attimo a tagliare il cordone ombelicale che resisteva da sei anni. “Il Parma – dice Pisanu nel giorno della sua presentazione a Casteldebole – è stata una parentesi importante della mia carriera, ma per me è un capitolo chiuso. Ora voglio rifarmi”. Per sua fortuna è un capitolo chiuso anche il rapporto con Guidolin. Il neo numero 7 rossoblu dice e non dice, e tuttavia molto s’intuisce: “Non è vero, come ho sentito dire, che a Parma non giocavo per via degli infortuni: è stata solo una scelta dell’allenatore. Più o meno comprensibile, questo dovreste chiederlo a Guidolin: io non discuto mai le decisioni dell’allenatore”. Da Guidolin a Colomba, l’aria per forza di cose cambierà. A proposito di aria: “Senza la partita, a Parma era come se mi mancasse l’aria. Nei mesi in cui sono rimasto fuori ho accumulato tanta rabbia. Per fortuna tre mesi fa è nata mia figlia Adele: quando tornavo a casa, grazie a lei avevo un pensiero in meno. Comunque non voglio più parlare del Parma, ma pensare solo al Bologna”. Magari anche al Milan, a cui ha segnato un gol indimenticabile il 22 settembre 2007 a San Siro, in un Milan-Parma finito 1-1. Intanto ieri Pisanu ha annusato l’aria di Casteldebole. Lui come Zalayeta, che dopo una settimana di stop è tornato in gruppo. Hanno lavorato a parte invece Mingazzini (risentimento al polpaccio, recupero a rischio per domenica) e Buscè, mentre Marazzina è out per un risentimento alla coscia.

LA REPUBBLICA

“Grazie a Baraldi stiamo svoltando”
Francesca si smarca dal padre: “Sta cambiando tutto, voglio andare avanti”
Il presidente freddo con la Meleam “Non trattiamo”. Il geometra invece molto più prudente

Il caso. “Gimenez nostro per cinque anni”. A giugno sedici senza contratto
Il dg ‘avverte’ Marazzina, Salvatori blinda l’uruguagio

Il personaggio. All’improvviso, tanta voglia di Colomba. “E’ uno di famiglia, vorremmo confermarlo”
Galoppa l’idea del rinnovo contrattuale, se in risultati continueranno ad arrivare: “Entro fine marzo decideremo”

A Casteldebole. Pisanu non vede l’ora di ripartire. Baraldi incontra gli ultras

Il ritiro. Prima Andalo poi Sestola, d’estate si cambia
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