C’è la firma dei due bomber di casa nell’1-1 tra Bologna e Chievo. Di Vaio da una parte, Pellissier dall’altra per un pari che accontenta ma lascia anche Colomba con l’amaro in bocca perché con un pizzico di cinismo in più la vittoria sarebbe potuta arrivare. Oggi ultimi giorno di mercato, con l’ultimo assalto a Baronio.
CORRIERE DELLO SPORT – STADIO
Modesto, prova importante. Sorrentino è da applausi
Le pagelle. Di Vaio 7; Modesto 7; Portanova 6,5; Guana 6,5; Mudingayi 6,5; Colombo 6; Raggi 6; Moras 6; Lanna 6; Gimenez 6; Colomba 6; Adailton 5,5.
Di Vaio: Non mi metto limiti
O Gimenez o Di Vaio: nelle ultime partite il gol del Bologna è roba loro. E il fatto che il capitano, come la squadra, abbia trovato continuità allarga i cuori della gente rossoblu che sogna una salvezza senza patemi griffata dalle reti del suo bomber. Il segreto è tutto lì, in quel ritorno al ruolo di prima punta autentica: “L’ho detto e lo ripeto, giocare in quella posizione mi offre più possibilità, mi avvantaggia, mi dà libertà di movimento, posso esprimermi meglio sotto porta. Certo, adesso non mi pongo limiti: sto bene ma so che posso crescere ulteriormente. Vado avanti per la mia strada”. Otto reti realizzare sinora (quattro nelle ultime quattro gare) con due rigori all’attivo: sta tornando alle sue medie e con un Di Vaio così le difficoltà tendono a sparire. Di Vaio parla da leader della squadra, perché è importante sottolineare alcuni concetti, soprattutto uno: che questo Bologna ha carattere e personalità. “Lo abbiamo dimostrato, anzi potevamo anche andare sul 2-0. E questo ci dà fiducia, ci fa capire che la strada imboccata è quella giusta. Il Bologna ha retto benissimo, questo è un campo difficile e sapevamo che alla lunga il Chievo sarebbe venuto fuori. Però loro non hanno creato molte occasioni, non ricordo situazioni particolarmente difficili o dei grandi interventi di Colombo. Anzi, sono sincero: meritavamo di più, ripensando soprattutto ai gol sfiorati dal sottoscritto e da Gimenez”. E’ un concetto che ripete spesso, come del resto Colomba, che avrebbe voluto vedere un pizzico di cinismo in più da parte dei suoi giocatori. “Sì, potevamo chiuderla, le opportunità le abbiamo avute”. Magari qualche tempo fa era impensabile un periodo positivo come questo, con quattro risultati utili consecutivi. “Dopo le sconfitte col Catania e col Cagliari – continua Di Vaio – la situazione psicologica era difficile, difficilissima, però abbiamo avuto una grande reazione. Questione di carattere: lo avete visto anche contro il Chievo. Semmai, dobbiamo lavorare su alcuni dettagli: ci sono piccole disattenzioni che dobbiamo eliminare, perché le paghiamo care. Vedo però che tutti dentro la squadra hanno voglia di migliorare, il Bologna ha raggiunto un suo equilibrio, adesso ci troviamo bene e questa situazione ci infonde sicurezza: credo che sia la cosa più importante”. Di Vaio ha segnato ancora e stavolta deve ringraziare Modesto, il neo arrivato in casa rossoblu. Assist al bacio. “Sì, molto bello – racconta il bomber – Modesto ci dà qualità e quantità, abbiamo uno sbocco della manovra a sinistra e il gioco della squadra ne risente positivamente. Il suo arrivo è un beneficio per tutti”. E questa è l’occasione per parlare di mercato, di trattative fatte e di quelle che sono in corso. Per esempio: un centrocampista in più serve davvero al Bologna? “Abbiamo fatto 24 punti senza… Comunque questo discorso spetta solo alla società e al miste. In generale credo che il Bologna finora abbia fatto delle buone operazioni, sono arrivati dei giocatori che ci possono dare un grande aiuto, gente che serviva alla squadra”. Magari c’è solo una partenza che Di Vaio non ha metabolizzato del tutto. “Mi dispiace che se ne sia andato Valiani. Francesco era un cardine, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista dello spogliatoio. Ma è andata così, ha fatto un salto di qualità…”. C’è la sfida contro i rossoneri domenica prossima, prima dello scontro salvezza con il Livorno. Continuità a rischio, affrontando la squadra di Leonardo? Forse, perché è nella logica delle cose, ma la consapevolezza del Bologna è racchiusa in una frase di Di Vaio: “Con il Milan voglio fare punti”. Semplicemente così: voglio fare punti. Senza spavalderia ma con un soffio di sicurezza. Il bomber c’è, è tornato, promette altri gol. E tutto diventa più semplice.
“Il Bologna cresce”
Otto mesi dopo, il Bentegodi è ancora dolce per Francesca Menarini. A Maggio fu 0-0 e le buone notizie da Verona, con il gol di Milito a Torino che consegnò il destino nelle mani rossoblu in vista dell’ultima giornata contro il Catania, portano la presidente del Bologna sulle ali dell’entusiasmo a uno scivolone postpartita, quel “con il Chievo non ci siamo pestati i piedi” che mandò su tutte le furie Urbano Cairo e il popolo granata, che volle vederci chiaro su quella partita senza emozioni dimenticando che senza la rete al 90’ di Milito il Torino sarebbe arrivato all’ultima giornata con il destino nelle proprie mani. Ieri, dopo un altro pareggio che per il Bologna profuma, sebbene meno intensamente visto il diverso momento della stagione, di passo in avanti verso la salvezza, la numero uno del Bologna è comunque soddisfatta, anche perché sul terreno sconnesso del Bentegodi, fresco di rizollatura, ha visto una squadra convincente. I Menarini (presenti sia il padre Renzo che i figli Francesca e Alessandro, insieme al dg Baraldi) scivolano via dalla tribuna dello stadio veronese al fischio finale del buon debuttante Guida e la presidente rossoblu si ferma per una battuta, stavolta senza fraintendimenti, davanti ai taccuini: “E’ un bel punto. Abbiamo ottenuto un buon pareggio su un campo difficile, giocando davvero un buon primo tempo. La squadra sta crescendo e mi sta piacendo per solidità, compattezza e convinzione nei propri mezzi”. Una lode alla squadra e anche al tecnico, capaci di racimolare otto punti nelle ultime quattro gare, poi l’attenzione della Menarini si sposta sul mercato: “C’è tutto un giorno davanti per operare, adesso vedremo che succede”. Oggi alle 19 sapremo.
Assalto a Baronio: Salvatori ci crede
Più Roberto Baronio di Manuel Iori. In questo ultimo giorno di mercato la società rossoblu si muoverà per regalare a Franco Colomba il centrocampista di qualità che sta cercando dall’inizio di gennaio. A poche ore dal gong, che suonerà questa sera alle 19 a Milano, i nomi rimasti in ballo sono di fatto due, quello di Roberto Baronio della Lazio, pallino fin da inizio mercato dei rossoblu, e quello di Manuel Iori, visto ieri per un’ora al Bentegodi nella sfida contro il Chievo. Il Bologna punta tutto sul biondo centrocampista trentaduenne in forza alla Lazio e oggi cercherà di convincere il presidente Claudio Lotito a mollare Baronio (che a giugno andrà in scadenza) gratuitamente, sfruttando anche il fatto che i biancocelesti hanno rinforzato il centrocampo con Hitzlsperger e in giornata potrebbero anche chiudere per Ederson, più trequartista che regista ma comunque un elemento di qualità. La questione è prettamente economica: se il Bologna potrà avere Barono a costo zero, l’ex Brescia si vestirà di rossoblu, viceversa di fronte a una richiesta economica – trattare con Lotito non è mai semplice – lo staff dirigenziale del Bologna dirotterà le sue attenzioni sull’ex Cittadella Manuel Iori, ventisette anni. E se alla fine il Bologna dovesse seguire questa pista, bisognerà anche capire cosa starà facendo sul mercato il Chievo: i gialloblu si trovano con Bentivoglio corteggiato dal Cagliari e con Iori nel mirino del Bologn, ma difficilmente priveranno il centrocampo già corto di Di Carlo di un elemento senza che ci siano centrocampisti in entrata. I veronesi sono in pressing su Belinghieri del Torino, corteggiato anche dal Siena: riuscissero a mettere le mani su questo giocatore, ecco che Iori sarebbe mandato in prestito al Bologna, nel caso in cui i rossoblu continuassero a richiederlo. L’altra questione dell’ultimo giorno di mercato riguarda Zalayeta. L’attaccante nell’ultima settimana non si è allenato per un’influenza, per poi andare sabato a Napoli a regolare alcune questioni legate al permesso di soggiorno: per molti è stato il segnale anticipato di una possibile partenza dell’attaccante, scivolato nelle gerarchie sia perché Di Vaio da prima punta rende meglio sia perché il suo rendimento fin qui non è stato entusiasmante. Il Panteron ha avuto diversi estimatori in questo mercato, ma ha manifestato, almeno fino a qualche giorno fa, la volontà di non approdare in squadre ancora più invischiate del Bologna nella lotta salvezza. Su di lui c’è con una certa insistenza il Siena, a cui l’attaccante aveva già detto no qualche giorno fa: l’arrivo di Succi potrebbe aver convinto Zalayeta che è il caso di cambiare aria, accettando anche il Siena. Di certo l’attaccante sarebbe molto più felice se arrivasse una richiesta dell’Udinese, che cerca una punta con le sue caratteristiche al posto di Corradi che è in uscita, o di qualche altra squadra: nell’ultimo giorno di mercato il Bologna rimane dunque alla finestra anche per capire il destino del suo attaccante. Dovesse partire la società si guarderebbe attorno per capire se c’è sul mercato una prima punta di peso (senza Zalayeta il Bologna resterebbe di fatto senza questa tipologia di attaccante) che magari possa accettare di buon grado la panchina: un nome buono potrebbe essere quello dello stesso Corradi. Infine è prevista per oggi l’ufficializzazione della ‘seconda parte’ dello scambio con il Parma, quella riguardante i giovani classe 1990, con Riccardo Pasi che andrà in comproprietà ai gialloblu e Alessandro Elia che diventerà per metà un giocatore del Bologna, rimanendo però ‘parcheggiato’ al Bellaria, Seconda Divisione, fino a giugno.
IL RESTO DEL CARLINO
Gimenez fallisce un’occasione da rete. Succi, debutto comodo
Le pagelle. Colombo 6; Raggi 6; Portanova 6,5; Moras 6; Lanna 6; Gimenez 6; Mudingayi 6,5; Guana 6,5; Modesto 7; Adailton 6; Di Vaio 7; Casarini ng, Succi ng, Zenoni ng; Colomba 7. Voto squadra: 6,5.
Colomba: “Meritavamo di vincere. Bisogna essere più cinici”
Primo coro della curva: “E’ stata una cosa bella, se non ricordo male non mi era mai successo, nemmeno da calciatore”. Quarto risultato utile consecutivo: “E’ un valore importante per una squadra che deve salvarsi”. Ottavo sigillo di Di Vaio: “Sappiamo bene quello che là davanti può darci Marco”. Eppure Franco Colomba ha un pizzico di rammarico per quello che poteva essere e non è stato. Quel Bologna partito a spron battuto che poteva chiudere subito la partita e che, nel secondo tempo, ha sciupato il match-point, gli lascia un po’ di amaro in bocca. “Il nostro approccio alla partita è stato importante – dice il tecnico rossoblu – dopo essere passati in vantaggio potevamo anche raddoppiare. E poi, dopo aver subito la reazione del Chievo, nel secondo tempo abbiamo avuto, con Di Vaio e Gimenez, due occasioni per tornare in vantaggio. Se andiamo a contare le occasioni da gol, oggi meritavamo di più. Ma per portare a casa i tre punti avremmo dovuto essere più cinici”. Non va male nemmeno così, specie a leggere la classifica: il Bologna ha mantenuto invariato, o addirittura incrementato, il vantaggio sulle inseguitrici. Ma Colomba invita a non trarre conclusioni affrettate.. “I quattro punti di vantaggio sulla quart’ultima adesso non li guardo: mi piacerebbe averli all’ultima giornata, perché quella è l’unica cosa che conta. Mi piace invece constatare la continuità di risultati di questo gruppo, che ci ha fatto scalare posizioni in classifica: stiamo cominciando a memorizzare certi meccanismi e i risultati in campo si vedono”. Gli è piaciuto anche Gimenez: “Mi ha garantito tanta quantità e per poco non ha segnato un gol che sarebbe stato il gol della domenica. Peccato, perché aveva davvero fatto un gran numero”. Elogi anche per il debuttante Guida: “Ha diretto molto bene, per essere uno che si affacciava alla serie A. Soprattutto ha usato lo stesso metro di giudizio: questo gli fa onore”. Magari fa meno onore alle due squadre aver tirato i remi in barca con largo anticipo rispetto al triplice fischio. Ma Colomba ha una spiegazione anche per questo: “Il terreno appena rizollato era particolarmente molle e alla lunga questo ha tagliato le gambe alle due squadre: nell’ultimo quarto d’ora sia noi che loro non ne avevamo più”. Nell’ultimo giorno di mercato, invece, il Bologna può arricchirsi: “Di questo gruppo sono contento – osserva Colomba – però faccio un’osservazione: mancano sedici partite e se entra qualcuno in organico può far sì che qualcuno dei miei da qui alla fine non le giochi tutte e sedici. C’è bisogno di forze fresche”. E oggi è probabile che Baraldi accolga la sua indicazione.
Zalayeta al miglior offerente e ultimo assalto a Baronio
“Abbiamo conquistato un buon punto che testimonia come questa squadra stia crescendo sotto il profilo dell’intensità, della compattezza e della solidità”. La presidente Francesca Menarini commenta con il sorriso sulle labbra il pareggio strappato con il Chievo. Archiviata la pratica, si proietta alla giornata di oggi, ultima utile sul fronte mercato: “Abbiamo tutta una giornata davanti, vedremo se ci sarà la possibilità di fare qualcosa”. Una frase criptica per dire che può succedere tutto o nulla e che non tutto dipenderà dalla volontà del Bologna. Le priorità rossoblu sono due: l’acquisto di un regista e la cessione di Zalayeta. Sul primo fronte, il diesse rossoblu Salvatori tenterà un ultimo assalto al laziale Roberto Baronio (32 anni). E’ il primo obiettivo e il Bologna lo aveva già cercato nei giorni scorsi, formalizzando una richiesta di prestito gratuito, respinta al mittente. La Lazio vuole soldi per il giocatore, ma il Bologna spera che Lotito possa tornare sui suoi passi, dal momento che non ha ancora proposto il rinnovo del contratto al giocatore, che andrà in scadenza a giugno. Se così, Colomba ritroverà il regista da lui lanciato ai tempi della Reggina. Viceversa, il Bologna proverà a sondare altre strade: difficilmente quella che porta a Simone Bentivoglio, che il Chievo è disposto a cedere ma non in prestito, sul quale pare essere piombato nelle ultime ore il Cagliari. Una cessione di quest’ultimo potrebbe convincere la società del patron Campedelli a ritirare dal mercato Manuel Iori. Se invece Bentivoglio dovesse restare a Verona, Iori potrebbe tornare d’attualità nonostante il Bologna abbia sempre dichiarato che qualora non ci fosse la possibilità di arrivare a un giocatore importante, potrebbe attendere il rientro di Appiah senza ulteriori acquisti. A proposito di giocatori importanti, il Bologna osserverà la situazione in casa Genoa per Zapater e in casa Napoli per Cigarini, qualora operazioni dell’ultimo minuto potessero cambiare la posizione di incedibili dei due centrocampisti. Ultimo ma non ultimo c’è Cosmin Codrea, regista rumeno del Siena (che insegue anche l’improbabile ritorno di Portanova). Questa operazione è però legata alla cessione di Zalayeta, cercato proprio dal club toscano e neppure in tribuna ieri, dopo una settimana trascorsa a letto con l’influenza tra le case di Torino e Napoli, dove si è recato per il rinnovo del permesso di soggiorno. Se per l’attaccante uruguaiano non si troveranno altre soluzioni, (il Bologna non vorrebbe cederlo a una diretta concorrente) e l’interessato accetterà la destinazione, allora l’operazione potrebbe decollare, ma il Panteron spera in una chiamata più importante. “Il ragazzo non si muoverà”, ha ribadito nella serata di ieri il suo procuratore Daniel Delgado, che giovedì aveva incontrato il patron dell’Udinese Pozzo. Sfruttando la manovra dell’agente, i rossoblu sonderanno il terreno con il club friulano, che nel frattempo ha visto frenare lo scambio col Siena di Corradi con Calaiò e potrebbe anche ripiegare su Zalayeta cedendo proprio Corradi ai rossoblu. L’uruguaiano spera invece in una chiamata della Roma, che priva degli infortunati Totti, Vucinic e Toni, con Okaka in partenza, è a caccia di rinforzi in attacco.
Pioggia di fischi dalla curva del Chievo per l’ex Lanna
Difficile vedere i tifosi del Chievo che si scaldano in invettive contro gli avversari. E fa un po’ specie che ieri sia accaduto con Salvatore Lanna, uno che ha giocato undici stagioni consecutive con la maglia dei Mussi Volanti. E invece è accaduto. Ogni volta che toccava la palla, giù fischi giù fischi per il terzino sinistro rossoblu. Pare che la ‘colpa’ sia stata aver dichiarato amore eterno al Chievo, salvo poi convolare a nozze con Torino e Bologna. In ogni caso la sua prima da ex al Bentegodi è stata amarissima. Sull’altra sponda, invece, da parte degli ottocento tifosi rossoblu, sono arrivati i primi cori per Franco Colomba, Davide Succi e Henry Gimenez. La squadra, invece, ha festeggiato con il tradizionale abbraccio collettivo in mezzo al campo.
Modesto. “Gioco, corsa e inventiva al servizio di SuperMarco”
“Ho scelto Bologna per giocare con continuità e sono contento perché ci sto riuscendo”. Bene, bisognerebbe aggiungere, dal momento che Francesco si dimostra Modesto di cognome e di fatto, evitando un giudizio sulla sua prestazione personale. “La mia prova è frutto di quella della squadra. Sapevamo che il Chievo gioca un gran calcio ed è micidiale nelle ripartenze e noi siamo stati bravi a punirlo”. Bravo è stato pure Modesto, che sulla partita ha lasciato il segno eccome. Suo l’assist per il vantaggio rossoblu: è il minuto 11 del primo tempo quando Guana recupera palla sulla respinta della difesa clivense e la serve al laterale rossoblu e sullo spiovente, Modesto ha il tempo di alzare la testa e vedere con la coda dell’occhio l’inserimento di Di Vaio in profondità: tocco mancino di prima e il capitano si presenta a tu per tu con Sorrentino per il vantaggio rossoblu. Giocata decisiva e neppure semplice, ma anche in questo caso Modesto passa la palla a Di Vaio: “Bravo Marco, noi non dobbiamo fare altro che dargli il pallone perché sappiamo che se gliene arrivano almeno due, uno lo butta dentro di sicuro”. Bravo pure Modesto e non solo per il gol: tanti gli inserimenti, le sgroppate, i palloni interessanti messi in area di rigore: tutte giocate che lasciano pensare che l’ex genoano sia stato un acquisto azzeccato in tutti i sensi e che si senta già padrone del suo ruolo in questo Bologna: “Mi sono inserito con grande naturalezza – ammette – e più mi alleno e gioco con i compagni più mi sento a mio agio. A rendermi tutto più semplice è il fatto che molti dei miei nuovi compagni li conoscevo di già”. Intanto lui ricambia, creando gioco e occasioni e rendendo la vita più semplice a Colomba e ai compagni. “Ho ancora la gamba per fare tutta la fascia”, aveva detto nel giorno della sua presentazione, “l’importante è correre, poi le occasioni arrivano”, ha ribadito ieri: quello che non ha detto è che oltre alla quantità è capace di metterci molta qualità, specie quando si tratta di proporsi in fase offensiva: “Mi sono trovato molto bene. A tratti – ha proseguito – ho giocato da mezzala a tratti da ala d’attacco, dal momento che i tre centrocampisti e Lanna alle mie spalle garantivano copertura. Ora devo continuare”. L’operazione rilancio di Modesto è cominciata e con la sua pure quella del Bologna. “La lotta salvezza – chiosa Modesto – si deciderà nelle ultime due o tre giornate. Dobbiamo continuare così se vogliamo raggiungere l’obiettivo il prima possibile”. Nell’attesa di conquistare la meta stagionale con il Bologna, il laterale rossoblu ha iniziato col piede giusto il cammino per tornare all’apice della sua carriera.
LA REPUBBLICA
Di Vaio, un punto di serenità
Colomba: “Quel coro dalla curva mi ha fatto piacere: vorrei ricambiare”
Prima parte di calcio pregevole, col vantaggio e pure occasioni per il raddoppio
Oggi ultimo giorno di mercato. Può arrivare Baronio, se la Lazio piglia Ederson dal Lione
Il personaggio. Viviano tifa in tribuna e loda Colombo. “Potrei rientrare domenica col Milan”
Le pagelle. Portanova svetta, Modesto accende la luce. Gimenez solo un lampo, ma quasi sbanca
Bene Raggi, però si teme lo stiramento. Incerto Moras, Lanna convince malgrado i fischi
“Piedi buoni dal mercato e fiducia: e siamo ripartiti”
Di Vaio ringrazia Modesto e festeggia il suo bersaglio (“continuerò a non contarli”). “Mi spiace per Valiani ma a Parma starà meglio…”
Il commento. Non solo i gol di SuperMarco adesso c’è anche personalità